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«Crediamo che la crisi climatica sia il problema più urgente della nostra epoca. Da oggi ci impegniamo a fare la nostra parte». Così inizia l’editoriale pubblicato sul Guardian nel 2019, quando il quotidiano britannico prese una posizione netta sulla grande crisi ecologica che discende dai cambiamenti del clima. Il Guardian ha un obiettivo che non è soltanto informare il pubblico …

Quali sono le nostre abitudini digitali? Cosa guardiamo sullo smartphone, facendo colazione o andando al lavoro? Leggiamo le mail, le previsioni del tempo? Forse le notizie? Partendo da questi spunti Nicholas Newman, ricercatore del Reuters Institute, giornalista e tra i fondatori del sito della BBC News, ha spiegato in un webinar pubblicato sul canale YouTube dell’istituto l’effetto che le newsletter …

Suona come un lugubre sberleffo la versione ufficiale delle autorità egiziane sulla morte del 24enne Shady Habash, deceduto lo scorso 2 maggio nel carcere Tora di Cairo, dove era rinchiuso in attesa di processo da due anni. Stando alla dichiarazione della Procura, il videomaker avrebbe bevuto accidentalmente una miscela di acqua e alcol usata per le sanificazioni anti-Coronavirus nelle prigioni …

Nella generale crisi dell’editoria – e nella guerra quotidiana per la sopravvivenza dei media e della della libertà di informazione – un segnale positivo ci arriva dal mondo dei podcast, settore in espansione anche per quanto riguarda il campo delle notizie. Cresce infatti in tutto il mondo il numero di podcast di notizie, lo conferma un nuovo rapporto del Reuters …

Nel suo curriculum vanta esperienze come imprenditrice sociale, promotrice della sostenibilità nel settore della moda, funzionaria di progetto per la ong PAN UK, redattrice sui temi dello sviluppo per il Progetto Katine del Guardian. Eliza Anyangwe, oggi scrittrice freelance e commissioning editor per The Guardian’s Global Development Professionals Network, si dedica inoltre a documentare le rappresentazioni dell’Africa nelle arti e …

Curiosa iniziativa editoriale del Guardian, che ha affidato a un algoritmo e non a un caporedattore la scelta delle letture più impegnative della settimana da inserire in un settimanale cartaceo, The Long Good Read, diffuso in poche copie solo nel suo bar di Londra.