Home»Professione giornalista»“Compra un giornale”: la campagna Fieg per le edicole e il valore dei quotidiani

“Compra un giornale”: la campagna Fieg per le edicole e il valore dei quotidiani

1
Shares
Pinterest Google+

“Vado a comprare il giornale”, sembra un’affermazione del tutto ordinaria, ma così non è se la FIEG (la federazione degli editori) e le organizzazioni sindacali degli Edicolanti (SNAG, SI.NA.GI, UIL TuCS, FENAGI, Usiagi Ugl, CISL Giornalai) lanciano il 14 giugno la campagna “Compra un giornale, scegli l’informazione di qualità. Edicole e giornali, presidio per la libertà”. Obiettivi della campagna sono sensibilizzare i cittadini sull’importanza di comprare (e non solo di leggere i giornali), perché l’acquisto rende la stampa libera e indipendente; ribadire il ruolo delle edicole, investite in questi anni da una crisi devastante, quale luogo fondamentale della diffusione della stampa, veri e propri spazi di democrazia e presidi di libertà; sottolineare il valore dell’informazione di qualità.

Il progetto rientra nel novero delle iniziative che da tempo la Fieg sta portando aventi con gli edicolanti per rimarcare non solo l’importanza dei mezzi di informazione cartacei, ma anche del ruolo sociale delle edicole, viste come presidi per la socialità e il benessere del territorio.

«Questa iniziativa di promozione della stampa quale fondamentale e insostituibile strumento di conoscenza della realtà e dell’edicola – ha detto il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti – impegna tutte le testate quotidiane e periodiche associate e si rivolge direttamente al cittadino, per invitarlo a sostenere, con l’acquisto del giornale in edicola, l’informazione di qualità e uno spazio di democrazia».

L’idea della Fieg è quella che le edicole siano uno strumento indispensabile e insostituibile per la diffusione della stampa e che abbiano anche una funzione di presidio territoriale. Per questo, negli ultimi mesi ha lanciato anche altre iniziative volte ad avvicinare i cittadini alla lettura dei giornali: si va dal sostegno al rinnovamento e al ruolo delle edicole, con attività che hanno coinvolto decine di comuni italiani – tra i più recenti Forlì, Cesena, Modena, Bari, Genova – agli accordi con grandi operatori commerciali e di servizi per moltiplicare i punti di contatto tra l’informazione giornalistica di qualità e i cittadini.

Come fare? Rinnovando l’impegno per migliorare la rete di vendita, in collaborazione con gli enti locali. Ad esempio, il comune di Cesena e quello di Forlì hanno riconosciuto ai punti vendita il beneficio dell’esenzione totale dal pagamento del canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche. «L’auspicio è che altri comuni seguano questo esempio virtuoso» ha aggiunto Riffeser Monti, che ha lanciato anche un’altra proposta: quella di «un ulteriore passo avanti che porti istituzioni, edicole e baristi a sedersi a un tavolo per ragionare insieme su come tutelare e difendere la vendita dei giornali a scapito della loro lettura gratuita».

La campagna si affianca a un’altra lotta che la Fieg sta conducendo, conto le rassegne stampa televisive che “saccheggiano” contenuti dai quotidiani col risultato che, spesso, chi segue le trasmissioni del mattino ha già letto, in tutto o in parte, articoli di suo interesse perché gli sono stati presentati in televisione, e non va più a comprarsi il giornale. La federazione ha quindi raccomandato (ma non ha poteri per far rispettare le sue intenzioni) che l’utilizzo della prima pagina dei giornali resti del tutto libero, mentre si è suggerito un limite di tempo massimo, pari a dieci secondi, per la lettura di un articolo e per la sua esposizione in video.

Previous post

Quando i giornalisti raccontano, e la stagione ispira trame "estive"

Next post

Reporter locali UK? Li paga la BBC, servono a tutti per controllare il potere