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Quando i giornalisti raccontano, e la stagione ispira trame “estive”

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«Si scrive sempre per altri; a volte, si ha invece voglia di raccontare qualcosa che riguarda se stessi». Così Riccardo Marchina, scrittore e curatore nonché cronista del Corriere di Chieri, ha accolto i colleghi giornalisti tra gli autori di alcuni dei 17 racconti dell’antologia “Spirito d’estate. La stagione piccante”, edizioni Neos.
I primi due racconti, appunto, sono opera di due giornalisti. Laura Remondino, reporter torinese, molti anni in redazione e in uffici stampa, ora si occupa di copywriting, editing e gastronomia. Nelle sue pagine narra di un episodio successo in un suo viaggio in Afghanistan nel 1977. L’avventura, il viaggio della vita. Un incipit che lascia trasparire una professione, un approccio ben definito: «Ci avevano detto, tutti quelli che sanno tutto, di attraversare la Jugoslavia più velocemente possibile. Niente da vedere (balle!) popolazioni scortesi, (avessero conosciuto il soave pescatore Antun…), infiniti pericoli lungo la strada (sì, al ritorno un poliziotto stradale che si sarebbe intascato multa più mancia per un’infrazione fantasma).»

«Sono giornalista, è vero, è un altro linguaggio, e in questa occasione non ho parlato di calcio». Luca Borioni è autore del secondo racconto, “Il tradimento sdoganato”. Cronista sportivo, entrato a trent’anni a Tuttosport a Torino dove può esprimere la sua passione per il giornalismo e per lo sport, come inviato avvera il sogno di incontrare personaggi mitici del calcio e gira il mondo; lavora poi a Milano per La Gazzetta dello sport e oggi è al Corriere della Sera di Torino. «La forma del racconto mi ha sempre affascinato molto e direi che mi sono proprio formato con i racconti, andando un po’ controcorrente, visto che negli ultimi anni non è una forma di scrittura così promossa e così apprezzata. Però i racconti, soprattutto quelli in cui ci sono delle situazioni fantastiche e paradossali alla Borges, mi hanno sempre affascinato e anche un po’ ispirato.»

Nell’intero libro “al peperoncino”, dove il tratto osè e l’erotico si alternano con raffinatezza, il giornalismo è presente, sempre; non solo per la partecipazione di autori cronisti, ma anche per elementi ispirati alla cronaca. Come nel racconto di Edoardo Guerrini, “Ostia lido”, dove l’autore parte da un fatto di vita vissuta e, come protagonista delle sue pagine, si serve di un alter ego, una persona curiosa, un poliziotto con un passato di giornalista in una radio libera.
Riccardo Marchina, Laura Remondino, Luca Borioni, la sottoscritta, tutti giornalisti. Si potrebbe allora obiettare che la scrittura di un cronista è diversa da quella narrativa, più asciutta, in ogni caso differente; si potrà dire che un racconto richiede altri ritmi, altri spunti. E infatti è proprio grazie ad esso che un giornalista potrà finalmente “pescare” dentro di sé senza dover riportare, fedele, dei fatti altrui. Un bel dibattito: anche Silvia Ramasso, editrice di Neos, su questo ha già meditato molto e avrebbe molto da dire. Ma, in questa occasione, conviene riportare solamente quello che ha affermato a proposito del racconto: un genere che la letteratura ha per molto tempo un po’ bistrattato, «ma una assoluta forma d’arte.»

La scheda di Spirito d’Estate  – La stagione piccante

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