Esodi e conflitti, il fotoreportage che fa riflettere
Alessandro Bulgini, Fabio Bucciarelli, Diego Ibarra Sánchez e Gian Maria Tosatti: questi i quattro autori che la mostra Esodi e conflitti, il diritto alla speranza fa dialogare in un percorso che unisce linguaggi diversi: l’arte e il fotoreportage. Inaugurata a Torino il 30 marzo nell’ambito della Biennale della democrazia e visitabile fino al 20 maggio, la mostra è curata da Patrizia Bottallo ed è organizzata dall’Associazione Martin per riflettere sui risvolti e sulle implicazioni legate ai conflitti degli ultimi decenni, “emergenze ormai tristemente normalizzate del nostro secolo”.
Emergenze sono i paesi devastati dalla guerra, le carovane di profughi stanchi, gli Stati impreparati ad accoglierli, i viaggi della speranza per mare e per terra. Sono le ineguaglianze, la perdita di prospettiva sociale, le ingiustizie aberranti.
E mentre i media registrano quotidianamente la cronaca della sofferenza, gli artisti e i fotoreporter si soffermano a raccontare con linguaggio più profondo e sguardo più partecipe uno scenario difficile da mettere a fuoco, in cui a volte il desiderio è proprio quello di voltarsi altrove e non fermare lo sguardo. Con prospettive differenti, questi quattro artisti puntano allora il loro obiettivo su dettagli e particolari che fanno emergere situazioni su cui soffermarsi a riflettere.
E contemporaneamente riflettono sul proprio ruolo sociale e politico: Alessandro Bulgini e Gian Maria Tosatti “scendono” nella giungla di Calais, dove migliaia di migranti aspettano di raggiungere l’Inghilterra. Fabio Bucciarelli e Diego Ibarra Sánchez si spingono ai limiti della narrazione visiva “sporcando” e sfocando l’immagine per creare un “cortocircuito tra realtà e immaginazione”.
Un’aula scolastica che compare dalla voragine aperta da un’esplosione, un bambino che dorme, un aquilone nella “giungla di Calais”. «Che fine hanno fatto le persone ritratte in queste foto – riflette Gustavo Zagrebelsky, presidente di Biennale Democrazia – il popolo delle stazioni ferroviarie, dei giardini pubblici, delle camminte sui binari senza meta sicura, degli stop ai piedi di muri di mattoni o filo spinato? Gli abitanti delle città di macerie?»
La riflessione continua.
Giornalista professionista, laureata in Scienze politiche. Cofondatrice del Caffè dei Giornalisti. Negli ultimi quindici anni ha collaborato con varie testate mensili, online e agenzie di stampa su temi ambientali, sociali e culturali. Si occupa di editoria e di organizzazione di eventi (convegni, presentazioni, workshop) di carattere nazionale e internazionale sui temi dell’ambiente e della green economy. Consulente aziendale per attività di promozione e comunicazione.