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Professione giornalista

Lettera ventitrè è un collettivo di professionisti, con esperienze nell’ambito del giornalismo televisivo e della carta stampata, del marketing e della comunicazione, che mette a disposizione di professionisti, imprese e scuole le proprie competenze in corsi di formazione.

“Il giornalista? Passo le notizie per il giornale di domani. È come se potessi sgranare il mondo con le dita” Davide LajoloUn giornalista scrittore. Come Montale, Montanelli, Buzzati. Il 2012 è il centenario della sua nascita, e l’associazione culturale a lui dedicata lo celebra quest’anno, con tante interessanti iniziative.  

C’è un aspetto che accomuna i tre “eredi” di Kapuscinski ospiti al Festival di Internazionale: tutti i loro libri nascono da storie vere, ovunque esse si svolgano nel mondo.Che si scriva di Caucaso, di Repubblica Ceca, di ex Jugoslavia o di Africa, i tre giornalisti Wojciech Jagielski, Mariusz Szczygiel, Wojciech Tochman, sono considerati le nuove voci del reportage polacco.

Crisi, creatività, innovazione, ma soprattutto molte domande sul futuro del giornalismo, sulle evoluzioni del mondo dell’informazione e della comunicazione hanno caratterizzato gli eventi che come Caffè abbiamo seguito alla Social media week torinese, dal 24 al 28 settembre.

Le fotografie di Steve McCurry, scattate in Afghanistan negli ultimi 30 anni, sono raccolte nel nuovo album di Reporter senza frontiere “100 foto per la libertà di stampa” pubblicato il 13 settembre. McCurry è conosciuto principalmente per la fotografia “Ragazza afgana”, uno splendido ritratto di Shabat Gula, una giovane donna con il capo coperto di rosso e con profondi occhi verdi.  

Di giornalismo investigativo fu Joseph Pulitzer a parlarne per primo, a metà dell’800. E a ricordarlo sono, nello storico palazzo bolognese Re Enzo, Carlo Bonini e Conchita Sannino, che d’inchiesta sono maestri e ne parlano a Repubblica delle Idee, il festival di Repubblica che si è tenuto dal 14 al 17 giugno a Bologna.

Mai come ora giornali e giornalisti hanno bisogno di incontrare e conoscere i propri lettori. Scendere in piazza, avvicinarsi al pubblico e dialogare, cercando di riadattare il rapporto con la propria “community”  per affrontare il cambiamento dell’informazione e dello stesso giornalismo. Questo è quello che hanno fatto le grandi firme di Repubblica.