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Volevo essere Jim Gannon

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presentazione libroVoleva essere Jim Gannon, Giorgio Levi, ma in realtà il suo inseguimento al leggendario personaggio del cinema americano interpretato da Clark Gable continua ancora oggi.
Venerdì 14 dicembre 2012, a Palazzo Ceriana Mayneri, la sala Roccati era gremita di gente, amici, colleghi e futuri giornalisti, tutti curiosi di ascoltare dalla bocca di Giorgio Levi, perchè proprio Jim Gannon.
“Avevo dieci anni, i miei genitori erano al cinema e io ho visto in tv il film “Dieci in amore”, film del 1958 con Clark Gable e Doris Dray. Me lo sono visto tutto, totalmente assorto da quelle redazioni fumose, affollate e rumorose, dove si fumano sigari, con il cappello in testa, la penna sull’orecchio e i piedi sulla scrivania. E ho detto “io voglio essere come lui”, come il caporedattore Jim Gannon. Volevo fare quello che si sveglia di notte per seguire una notizia, anche se – aggiunge sorridendo – poi quando mi ci sono ritrovato ho capito che forse non era così bello”.
Ora le redazioni non sono più fumose e probabilmente molto meno affollate, ma il desiderio di Giorgio Levi continua ad essere lo stesso. E dalla sua biografia, possiamo dire che ci è riuscito, non solo per i baffi alla Clark Gable.
Il libro “Volevo essere come Jim Gannon” (Edizioni Mercurio Vercelli) ha un ordine cronologico, con racconti scritti con ironia, pieni di umanità e di “mestiere” che ripercorrono la sua vita professionale, dalla gavetta a Retequattro a Milano, fino alla pensione a 58 anni dalla redazione de La Stampa, passando per Topolino, che ricorda come “l’esperienza che più mi è rimasta nel cuore”, per Mondadori e l’impegno e le rivendicazioni sindacali e l’incontro con Berlusconi.
“Quelle raccolte nel libro sono esperienze trasversali – apostrofa Alessandra Comazzi che ha curato la prefazione – perché ogni ramo del giornalismo, Giorgio Levi l’ha percorso”.
E non è in senso figurato. La carriera giornalistica di Levi è davvero un’avventura, che riesce a romanzare per offrire ai lettori i retroscena dell’informazione, nel bene e nel male.
Non si può dire quindi che non sia stato un professionista versatile e curioso. E il fatto che il libro sia uscito prima come ebook e poi in versione cartacea è la dimostrazione del suo essere all’avanguardia anche in materia di tecnologia (tant’è che si può leggere Levi sul suo blog o seguirlo anche su Twitter @giolevi).
Questo libro è dedicato a tutti quelli che guadagnano un euro ad articolo – si legge nelle prime pagine del libro – a quelli che sono disoccupati, a quelli che amano la professione di giornalista e la difendono dai soprusi, a quelli che hanno vent’anni e vogliono fare questo mestiere, a quelli che lottano per vincere le proprie battaglie“.

Belle parole. E mai così attuali.

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