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Una web radio per la lotta alla ‘ndrangheta

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“Nessun dorma”: è un invito a star desti, come Calaf, il Principe ignoto dell’opera di Puccini, che attende il sorgere del giorno per conquistare l’amore di Turandot.
Il senso della prima web radio europea dedicata all’informazione sulla ‘ndrangheta è racchiuso nel suo nome, un’esortazione a stare attenti, a non far finta di niente, a non accontentarsi di un’informazione “intossicata” e a pretendere trasparenza.
A volere e a concepire questa emittente radiofonica sono stati i giovani dell’Osservatorio sulla ‘ndrangheta, in partenariato con realtà locali e siciliane, quali la Fondazione Casa Memoria Peppino e Felicia Impastato di Cinisi e Radio 100 Passi di Palermo.

Le trasmissioni inizieranno a novembre, ma il progetto, finanziato dall’Agenzia Nazionale Giovani nel quadro del programma “Gioventù in azione”, è già stato presentato ufficialmente il 9 settembre a Croce Valanidi, nella sede dell’osservatorio, dove sono intervenuti il direttore Claudio La Camera, Giovanni Impastato, fratello del giornalista Peppino Impastato, ucciso dalla mafia in un attentato, e il Procuratore capo di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho.

La Calabria ha bisogno di essere raccontata per come sono le cose” ha commentato il procuratore. “C’è tanta necessità che l’Italia sappia che la Calabria ne fa parte e viceversa“.
La stazione multimediale, infatti, da Reggio Calabria amplificherà storie e dibattiti sulle mafie sino a farle arrivare in Europa, come strumento per potenziare l’azione contro le ‘ndrine, le cosche mafiose in gergo.
Il fil rouge sarà la globalizzazione della ‘ndrangheta: è l’organizzazione criminale che ad oggi fattura di più e che, stando alle inchieste della magistratura, è riuscita a infiltrarsi in tutte le regioni italiane e a diramarsi in cinque continenti.
È un segnale forte, allora, la scelta di dar voce in modo corretto e consapevole a ciò che avviene su un territorio, per cominciare a cambiarne le sorti. “E’ una iniziativa – ha aggiunto La Camera – per costruire modelli alternativi di comportamento, un sistema di fare informazione non oppositivo ma capace di colpire gli stereotipi culturali di cui la ndrangheta si avvantaggia e riaffezionare i giovani per le questioni sociali“.

Il palinsesto si concentrerà sul giornalismo d’inchiesta e su quello partecipato e ad alcune rubriche sarà affidato il compito di affrontare questioni complesse, come le diversità di genere, il fenomeno immigrazione, le emergenze. A questo proposito trenta giovani riceveranno una formazione specifica nell’elaborazione di programmi e nella conduzione radiofonica.
Non mancheranno i contributi degli ascoltatori e ci sarà spazio per la musica, grazie alla partecipazione di dieci giovani scelti tra le band musicali locali, residenti nella provincia di Reggio.

Questo progetto radiofonico si inserisce in una rete di esperienze di contrasto alle mafie sul piano culturale: da RadioPal, prima radio libera siciliana, alla storica Radio Aut di Peppino Impastato, a Radio Cento Passi e alla web radio pugliese antimafia Radio Kreattiva.
Come ha affermato il procuratore Cafiero De Raho, “è necessario che l’informazione non sia piegata al volere di pochi ma racconti tutto ciò che avviene”.
I veri nemici di Reggio, a suo parere, sono i professionisti “a disposizione”, quella parte della borghesia che continua a fare affari con le ‘ndrine, e tutti coloro che, considerando la ‘ndrangheta un male insopprimibile, di fatto legittimano ogni giorno l’esistenza dei clan.

Elisabetta Gatto

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