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Una Gazzetta per Torino

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“Ascolta il suono della città“: questo l’invito rivolto dalla redazione della testata on-line Gazzetta Torino, presentata al pubblico al Circolo dei Lettori il 25 febbraio in un evento dedicato. Il nome, come suggerisce il direttore Edmondo Bertaina, rimanda alla “Gazzetta del Popolo“, lo storico quotidiano fondato a Torino nel 1848, sulle cui pagine si è raccontata la storia del nostro paese dal Risorgimento fino all’inizio degli anni Ottanta.

Un progetto ambizioso quello di Gazzetta Torino, che nasce da una riconversione: una società specializzata in editoria tecnica, la Technod, dopo 27 anni di esperienza sul campo, decide di impiegare le proprie conoscenze e risorse nell’evoluzione naturale verso la divulgazione dell’informazione. Di passare, cioè, dai libretti di istruzione alle notizie. Con Torino al centro. La torinesità emerge già dal logo della rivista, che riprende i colori giallo e blu dello scudetto e il profilo della Mole Antonelliana.
È una città diversa quella che la redazione si propone di fare emergere, con un’home page accogliente, molte immagini, una buona presenza sui social network e soprattutto rubriche curiose: l’eccellenza della gastronomia con “EATpiemonte”, l’arte a tutto tondo e una vetrina per gli artisti meno conosciuti in “talentTo”, libri e librai descritti dagli scrittori torinesi in “Pagine svelate”. E ancora “D’Uomo”, con le attività delle diocesi sul territorio, “Doxa” che raccoglie le opinioni, “.com”, dedicata al commercio e alle nuove professioni, “Il Po 2.0” per narrare la vita della via d’acqua che scorre nella nostra città.

E infatti il direttore era partito da un’idea ancora più originale e decisamente rappresentativa di Torino: dar voce al fiume, perché sulle sponde del Po c’è tutto un mondo non raccontato. Da lì la stretta collaborazione con il Circolo del Canottieri. “É rimasta comunque l’intenzione di raccontare una città diffusa, metropolitana, dai confini variabili”, ribadisce Bertaina. “E di dare spazio allo sport, dalle bocce all’uncinetto, ma non al calcio. Sarà che a chi è tifoso della squadra che a Torino non vince mai non piace parlare di calcio…”.

Un’attenzione particolare per lo sport, dunque, ma anche per la ricca offerta culturale cittadina, per il mondo dell’università, per la sfera della salute, dell’economia e dell’innovazione.
“Se penso a ciò che mi ha ispirato Gazzetta Torino mi viene in mente una parola: cardiomanzia. Che evoca la capacità di ascoltare il cuore della città e richiama la cartomanzia, la capacità di immaginare il futuro. Dunque tanto cuore, ma anche intuito e leggerezza”.

Elisabetta Gatto

 

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