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Un Corriere tutto nuovo

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Caro direttore,
il Cdr ha accolto con favore il rinnovamento del sito online del Corriere. Naturale che sia necessario un periodo di rodaggio e affinamento, al quale siamo pronti a prendere parte in ogni modo sia richiesto. Una questione ci pare però urgente: notiamo una confusione fra pezzi giornalistici, marketing e pubblicità: in particolare ciò avviene negli spazi riquadrati in azzurro, dove oggi ad esempio si trovano ndifferentemente la voce di Costa crociere, un pezzo di Living con le indicazioni per l’acquisto di oggetti di arredamento […]) Il Corriere garantisce sui consigli dati o garantisce qualcuno esterno al Corriere? […]
In attesa di fissare le regole su giornalismo e marketing, riteniamo che nell’interesse dei lettori debba essere fatta subito chiarezza: scrivere pubblicità dove è pubblicità, non mescolare pezzi e pubblicità, far capire, dove diamo suggerimenti, se sono curati direttamente da noi o da qualcun altro. Lo scopo principale di tutto questo – a nostro parere- è difendere il marchio Corriere. Cordiali saluti.

Con questa missiva, spedita dal comitato di redazione al direttore del Corriere della sera Ferruccio De Bortoli, si è sostanziato il dibattito nato dal profondo rinnovamento dell’edizione online del quotidiano più letto d’Italia. Il Caffè aveva già trattato, raccontando del rinnovamento dell’edizione web del New York Times, la nascita di obiezioni e di confronti assai simili: la pubblicità è fondamentale, ma i Native Ads e formule grafiche (magari non troppo chiare) di commistione tra informazione e inserzione promozionale possono minare la credibilità delle testate, anche le più salde del globo.

Il vicedirettore del Corriere, Daniele Manca, aveva salutato così il varo della nuova piattaforma, avvenuto lo scorso 6 marzo: «Il Corriere della Sera da oggi è ancora più ricco. Il nostro sito, che ogni giorno viene visitato da 2,5 milioni di lettori, cambia. Più foto, più video, una grafica pulita e chiara. Ma soprattutto una sorta di laboratorio di giornalismo digitale che raccoglie la sfida della tecnologia. Essere sui luoghi dove nascono le notizie nel giro di pochi minuti grazie al Corriere tv, seguire ora dopo ora l’evoluzione di una crisi politica o estera, l’emozione di un video, una foto che fa riflettere o che commuove, il commento a caldo dei protagonisti, poter poi condividere tutto questo con i propri amici, colleghi, familiari: ecco cos’è il nostro nuovo sito».

In effetti il nuovo corriere.it (che ha eliminato il suffisso.it, per rimarcare l’identità – almeno dichiarata e auspicata – tra versione cartacea e versione web e ha adottato i medesimi font utilizzati per la carta, ovvero i classicissimi Brera e Solferino) non si distingue per un semplice restyling visuale ma, in ossequio alle leggi del web che fanno “scadere” impostazioni e layout grafici molto più velocemente rispetto ai parametri usati per le versioni cartacee, ha sterzato in direzione di un profondo rinnovamento. Un sito che è stato pensato innanzitutto per i dispositivi tablet ma che, a partire dal 27 marzo, sarà completato con la sua versione più attesa, quella per dispositivi mobili. A via Solferino, infatti, si punta sugli smartphone poiché le statistiche in possesso di Rcs mostrano che sempre più persone consultano le notizie su web utilizzando il proprio telefono portatile. 

L’integrazione tra carta e web – che, come si è visto, sta creando qualche attrito tra proprietà e redazione – si sostanzia anche nella proposizione di firme del cartaceo anche per la versione in linea: Aldo Cazzullo e altri cronisti di punta del Corsera faranno parte integrante di un progetto che, ormai, non era più rinviabile: il nuovo ruolo del giornalista non può prescindere dall’utilizzo di varie piattaforme per veicolare informazione. Articoli, quindi, ma anche fotogallery commentate in tempo reale, dirette Twitter, video. E proprio sui video si è incardinata un’altra frizione tra redazione e proprietà, dopo l’acquisto di YouReporter (portale che raccoglie video postati da utenti, senza mediazioni giornalistiche) da parte di Rcs. Una acquisizione che non è piaciuta al Cdr, sia col pensiero a recenti tagli editoriali deliberati dall’azienda, sia per la essenza del sito acquisito, che ne rende difficili controllo e scelta dei contenuti da pubblicare e promuovere.

Alessandro Bompieri, direttore generale di Media Rcs, la mette così: «La pratica comune è progettare un articolo scritto e arricchirlo con altri contenuti. Noi ribaltiamo il paradigma: le notizie devono nascere multimediali e possono essere visualizzate sotto forma di immagini, di frame o partire da un blog. Inoltre sarà sempre più centrale il ruolo di Corriere Tv: molte notizie saranno solo video e aumenteranno ancora i live streaming, così come le produzioni di docuweb e fiction». Rimane da dirimere il nodo della separazione tra contenuti e redazionali, insieme a quello della raccolta pubblicitaria: per Bompieri, la strada è quella di una «strategia efficace di contenuti a pagamento e il potenziamento dell’e-commerce specializzato, vale a dire la vendita di prodotti e servizi coerenti con le aspettative dei vari segmenti di pubblico». A patto che si possa riconoscere facilmente ciò che è inserzione e ciò che è notizia.

 

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