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Tutto il coraggio di Ester Castano

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Ester Castano non è un’esiliata. Non è cresciuta in contesti di degrado e malessere, non è un inviato di guerra né cura reportage dalle zone più disagiate d’Italia. Ester è italiana, è lombarda, ha 23 anni, studia Lettere alla Statale di Milano e coltiva la sua passione per il giornalismo. È pubblicista dal 2010, ha scritto per siti e giornali locali di sagre paesane e di buche sulla strada, di nonnine che compiono cent’anni.
E di ‘ndrangheta. Proprio così: delle infiltrazioni della criminalità organizzata non a Torre Annunziata ma a Sidriàn, Sedriano, Comune di undicimila anime nel profondo Nord, dove centrodestra e Lega se la passano comunque bene. Là si parla in dialetto, il sindaco si chiama Celeste, insegna religione, ha studiato teologia ed è gentile con tutti, senza troppe distinzioni.
L’unica cronista che ha il coraggio di porgere domande impertinenti al sindaco, su quei legami con presunti boss della ‘ndrangheta trapiantata nel Milanese, è quella ragazza che fa la giornalista per passione, ha preso a cuore i destini della sua città e non ci sta, ad agire da megafono della maggioranza al potere. Non è una vita facile: né Altomilanese, né stampoantimafioso.it (pubblicazione nata all’Università) possono contare sul salvacondotto di editori dalle spalle larghe. Nessuna tutela contrattuale. Se ti va, scrivi a tuo rischio.

Il sindaco Celeste non gradisce quegli articoli e partono le diffide, ma niente da fare. Chiede ai carabinieri di scrollargliela di dosso, eppure lei persevera. Infine ci prova con le querele per diffamazione aggravata. Lei incassa e continua a lavorare. Finché, un anno fa, scattano le manette: vengono arrestati il sindaco Alfredo Celeste, il signor Eugenio Costantino, padre di Teresa, un consigliere comunale, e il medico Silvio Marco Scalambra, marito di un altro consigliere di maggioranza, Silvia Stella Frignani, ritenuto dai magistrati il collettore di voti delle cosche calabresi fiorite nella provincia all’ombra della Madonnina.
La mafia a Sedriano, scoperta e denunciata da una studentessa che ama la sua città e il giornalismo di inchiesta.

Nel primo compleanno degli arresti, il vicepremier Angelino Alfano firma il decreto di scioglimento del Comune di Sedriano per infiltrazioni mafiose. Il sindaco continua a respingere gli addebiti: si è fatto qualche mese di domiciliari, ora i pm hanno chiesto per lui un regime di sorveglianza speciale. Verrà giudicato per corruzione aggravata: la Procura sostiene che Celeste facilitasse affari e carriere ai malavitosi in cambio di favori e di un sogno, quello di acchiappare un seggio in Senato.
La giunta, pur sciolta, grida al complotto, c’è chi se la prende con Ester per aver creato il mostro, per essersi accreditata agli sguardi dell’opinione pubblica come una novella Giovanna d’Arco che, pur di farsi pubblicità, ha preso a combattere un nemico inesistente. Lei ha replicato, sommessamente, di non sentirsi un’eroina ma solo una giornalista che risponde alla sua coscienza, nient’altro che «una delle troppe voci inascoltate fra noi precari dell’informazione».

Sedriano è il primo Comune del Nord Italia a venire sciolto per infiltrazioni della malavita organizzata. Ester Castano, collaboratrice a cottimo, continua a scrivere i suoi pezzi, pagati tra i 3 e i 10 euro l’uno.

 

Ester Castano su Twitter

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