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Superman è arabo: l’uomo secondo Joumana Haddad

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Alla libreria Al Kitab di Tunisi, un amico libraio me l’ha sporto facendomi un occhiolino. Un libro sull’uomo arabo, consigliato da un uomo arabo? Imperdibile. L’autrice è libanese, si chiama Joumana Haddad, è una donna carismatica che ho avuto il piacere di incontrare. Con un punto di vista che è difficilmente definibile: non femminista – parola che non mi piace, e forse neanche a lei – ma è comunque molto emancipato, se si può usare questo termine abusato, e moderno. Forse spregiudicato, a certe latitudini.
Quello di cui parla Haddad nel suo libro non è solo l’uomo arabo. È l’uomo mediterraneo, latino, italiano, l’uomo tout court. «Superman est arabe» parte in sordina e va in crescendo: le prime pagine sono condivisibili ma già sentite, è come se l’autrice prendesse la rincorsa, facesse un cappello introduttivo che tutti conosciamo per lanciarsi via via in originalità.

Haddad parla di dinamiche universali, ma da un punto di vista assolutamente non banale. Rivela quello che tante donne (ma non tutte) pensano e non hanno il coraggio di confessare. Le donne Lilith (non le donne Eva), discendenti dalla prima donna creata per il piacere di Adamo, seducente e sensuale, ma con un dettaglio di cui persino il creatore non aveva tenuto conto.

«Lilith, contrarirement à ce qui était prevu, ne fut en fait pas un jouet. (…) Elle se revela etre forte, indipendente, et sourde au conneries qui racontait l’Homme». Ovvero: Lilith, contrariamente a quanto ci si aspettava, in realtà non era un giocattolo. Mentre Eva, Eva la conosciamo:
«Alors Dieu fit un seconde tentative mais cette fois ci, pour etre bien sur qu’elle soit soumise et obeissante, il crea une femme non pas à partir de l’argile, mais à partir de la cote de l’Homme». Quindi Dio fece un secondo tentativo ma questa volta, per essere sicuro che fosse sottomessa e obbediente, creò una donna non dall’argilla, ma dal fianco dell’Uomo.

Ma torniamo al rapporto uomo-donna. Esaurito o superato il femminismo militante delle nostre madri o nonne, cosa è rimasto oggi? Una sorta di azzeramento, un ricominciare da capo con nuove domande e altre consapevolezze.
Joumana Haddad ama gli uomini, e forse anche per questo ne punzecchia l’ego, le dinamiche; li racconta, li smaschera. E mette in primo piano i desiderata di una donna:
«Je voulais un homme de lontain, l’homme inaccessible». Superato il cliché dell’uomo cacciatore, ecco una rilettura moderna e a mio parere veritiera: «Lo ripeto, siamo, uomini e donne, cacciatori. Ed entrambi siamo inseguiti». E se per certi versi, oggigiorno, i giornali, i video su internet, sono generosi di consigli su come una femmina deve comportarsi per accalappiare il maschio, dall’altra parte non ci si pone minimamente il problema. Superman, allora, propone pagine profonde, intelligenti e colte, dove non mancano – elemento essenziale per una lettura gustosa – capitoli davvero originali. Tra tutti, ecco due titoli e uno svolgimento: «La desastreuse invention du mariage» sull’invenzione del matrimonio e, udite udite, “Le pènis, mode d’emploi”, senza bisogno di traduzione. Con 29 succosi consigli per uomini che vogliano rendere felice la loro compagna a letto: che sia una cosa passeggera o per la vita, poco importa.
Ecco la numero 8, per darvi un’idea. Non è tra le più piccanti, ma rende bene il concetto di fondo e può riassumere la filosofia dei molte pagine: «Les princes charmants bien sirupeux sont passés de mode. Ne l’enlève pas sur ton cheval blanc: tu peux te livrer à une chevauchée bien plus excitante». Vi lasciamo il piacere della traduzione…

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