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Storie di città

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È uscito il numero primaverile di Turin, rivista trimestrale diretta da Stefano Camanni e dedicata alla nostra città. Da marzo, la pubblicazione ha stretto un accordo di collaborazione con il Caffè dei Giornalisti: per quattro numeri, la nostra associazione culturale avrà una sua rubrica con articoli dedicati alla libertà di stampa, al buon giornalismo e a temi di interesse legati ai contenuti della rivista.

Su questo numero, si è partiti dalla celebre frase “Che si dice al Caffè?”, pronunciata dal re Carlo Alberto ogni mattina, per sottolineare come la verità più profonda si trovasse più agevolmente tra la gente e non tanto sui giornali. Si trattava di vera sfiducia nei confronti della stampa della sua epoca? Cosa è cambiato, nei rapporti tra la stampa e il potere da allora a oggi? Ce lo siamo chiesti e abbiamo tentato di offrire una risposta convincente.

Un cenno al giornale satirico Il Fischietto arriva, poi, con “L‘appunto” di Maria Cristina Sidoni, che ricorda l’esposizione torinese aperta fino al 4 maggio intitolata «Belle époque. Lo sguardo ironico di Dalsani». Il caricaturista Giorgio Ansaldi, in arte Dalsani, fu grande vignettista e disegnatore e lavorò per quella storica testata, simbolo della satira politica risorgimentale.

“Les liaisons de la presse” di Elisa Gallo racconta, infine, i primi due anni di attività del Caffè dei Giornalisti, con uno sguardo ideale al più celebre reporter di tutti i tempi, Ryszard Kapuscinski, che per chiudere un ragionamento su un giornalismo diverso e “partecipato”, affermava: “Il giornalismo senza relazioni con la gente non è giornalismo”.

www.turin.to.it

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