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Stand up 4 journalism

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La giornata in difesa dell’informazione annualmente organizzata dalla Federazione Europea dei Giornalisti (Efj) si è celebrata il 5 novembre in tutti i paesi d’Europa.

Il giornalismo è un bene pubblico: autonomia e pluralismo” è il tema della giornata, tema che in Italia si è specificamente arricchito: la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, che aderisce all’ European Federation for journalist (Efj), ha infatti posto all’attenzione il disegno di legge in materia di diffamazione a mezzo stampa e i rischi di imbavagliare la libera informazione nel nostro paese su cui è intervenuto anche Arne König, presidente dell’Efj, che ha detto: «Non è giusto avere una legge che prevede il carcere per i giornalisti, ma non è neanche accettabile proporre una nuova legge che suona come una intimidazione per i media, specialmente per le piccole realtà, e che può costringere i giornalisti ad autocensurarsi; in tempi particolari di crisi come quello attuale, questo è un chiaro pericolo per la stampa libera e per la democrazia».
«In queste settimane – scrive la Fnsi nel presentare la giornata del 5 novembre – stiamo assistendo al tentativo del legislatore italiano di introdurre normative fortemente penalizzanti per il libero esercizio della professione con il pretesto, a seguito della condanna in via definitiva del direttore Sallusti, di eliminare la pena detentiva per i reati di diffamazione a mezzo stampa. Si sta, infatti, tentando di inasprire le norme della legge sulla stampa sulle rettifiche e le pene previste dal codice penale, cui si aggiungono le sempre più gravose condanne per risarcimento danni da responsabilità civile. Questo è inaccettabile».
La Giornata è stata occasione per esprimere ad alta voce solidarietà con i giornalisti turchi,
settantasei dei quali sono detenuti per reati spesso ancora da giudicare e spesso legati al sospetto di terrorismo. In una lettera all’ambasciatore della Turchia presso l’Unione europea, Mehmet Hakan Olcay, la Efj, che rappresenta circa 310.000 giornalisti provenienti da oltre 30 paesi, cerca di “sollecitare il governo turco a rilasciare tutti i giornalisti incarcerati, che sono trattenuti sulla base delle loro attività giornalistica” e di “mettere fine all’uso delle leggi antiterrorismo contro i giornalisti, in violazione dell’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo”.

 

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