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Scuola di giornalismo in Mali

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Mentre il mondo dell’informazione “occidentale” è in profonda crisi, il giornalismo in Africa è più attivo che mai, in evoluzione e con grandi potenzialità.

Con una popolazione giovane e in aumento, un’economia in crescita, il mercato della telefonia in espansione e con tecnologie a basso costo disponibili su larga scala, il futuro dei media del continente nero sembra pronto ad un’esplosione.

Di certo non si può generalizzare di fronte ad un continente che comprende 54 Stati con storie e lingue differenti e con una superficie totale di 30 milioni di chilometri quadrati, ma intanto alcuni elementi comuni esistono ed è interessante a seguire le evoluzioni future dell’informazione africana.

E a questo proprosito, è di questi giorni la notizia della futura apertura della prima scuola di giornalismo in Mali: la Scuola superiore di Giornalismo e Scienze delle Comunicazioni (Esjsc), che aprirà tra qualche mese ha l’obiettivo di “formare professionisti preparati per affrontare temi delicati quali democrazia, economia e ambiente”.

La nascita della scuola specializzata pubblica è stata annunciata al termine di un consiglio dei ministri che ha approvato un apposito progetto di legge.

A motivare l’iniziativa delle autorità di Bamako è stato “il crescente interesse della popolazione per l’informazione” durante gli ultimi due decenni di democratizzazione e di liberalizzazione del settore dei media, riporta l’agenzia Misna.

La Scuola nasce per rispondere alla “carenza quantitativa e qualitativa” di operatori nel settore dei media, recita il comunicato governativo.

 

Elisa Gallo

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