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Ruanda, 20 anni dopo: il video dell’inaugurazione

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È con grandissima soddisfazione che il Caffè dei giornalisti festeggia la vittoria di Giordano Cossu al Prix Italia: a poche ore dal vernissage della mostra-documentario a Torino, organizzata proprio dal Caffè, è giunta la notizia che il lavoro di Cossu, “Ruanda 20 anni dopo – Ritratti del cambiamento” si è aggiudicato il Prix Italia 2014 della Rai nella categoria web. Un premio. giunto alla 66ma edizione, che premia l’impegno di un giornalista freelance capace di inventare un progetto multimediale, che è stato presentato in esclusiva per l’Italia dal MediaLab della Stampa.

Il Prix Italia ha assegnato i suoi riconoscimenti nella sede Rai di Torino; il webdoc di Giordano Cossu sul Ruanda era l’unico progetto italiano in grado di guadagnarsi un posto tra i finalisti della competizione internazionale ed è quello che ha ottenuto il maggior numero di voti, in una giuria composta da rappresentanti delle televisioni di varie parti del mondo.

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Nel 2014 ricorre il ventennale del genocidio in Ruanda. Il governo politico, che si è sostituito al precedente responsabile di quei tragici eventi, amministra dal 1994 il Paese, promuovendo una forte politica di riconciliazione che mira a creare “il nuovo Ruanda”, ma il ricordo del genocidio, naturalmente, è ancora molto vivo nella memoria collettiva del popolo ruandese. Per questa ragione Giordano Cossu, giornalista e documentarista, ha attraversato il Paese tra agosto e dicembre 2013, in compagnia del fotografo Arno Lafontaine, per incontrare e dialogare con decine di ruandesi del mondo rurale nel tentativo di dare voce a quella memoria e portare alla nostra attenzione la vita di oggi in Ruanda in modo vero, intenso, privo di pregiudizi.

Lafontaine, con il solo aiuto di un dispositivo ottico dotato di un obiettivo Aero Ektar del 1937 e di alcuni rullini di delicate e introvabili pellicole istantanee, ha ritratto le persone che hanno voluto farsi intervistare; due scatti per ognuno: uno da donare al soggetto ritratto, l’altro per entrare a far parte di questo straordinario portfolio che compone la mostra. Siamo lontani dal concetto della fotografia digitale perché ogni foto è unica ed è un ponte privilegiato per rompere le barriere culturali e gettare seme di reciproca conoscenza e riconoscimento.

Le storie che Cossu e Lafontaine hanno collezionato sono un prezioso insieme di interviste e immagini che ci restituiscono la situazione di un Paese complicato avvicinandoci, attraverso le parole e l’immagine di sé che gli intervistati hanno voluto dare, ad un popolo che ha lottato e continua a lottare per ricostruire la propria vita e un’identità nazionale e che non merita di essere “inchiodato” ai giorni di quel devastante genocidio che lo portò alla ribalta mediatica 20 anni orsono.

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