Home»Incontri del Caffè»Riflessioni sul Ruanda: il quaderno dei visitatori

Riflessioni sul Ruanda: il quaderno dei visitatori

0
Shares
Pinterest Google+

Abbiamo lasciato un quaderno, all’uscita della mostra sulla rinascita dopo il genocidio del Ruanda. Molti ospiti hanno lasciato un loro pensiero e si è pensato di raccogliere qui i commenti che ci hanno più colpito e aiutato a riflettere.

 

L’occidente sposta lo sguardo, l’occidente tace. E tutto si ripete da capo. (Massimo)

Mi sono lasciato condurre a piccoli passi, quasi in punta di piedi, in silenzio, fino a potermi permettere di entrare in quelle case, in quelle stanze, sentire quasi quella terra sotto i piedi e credere che le cose quasi impossibili possono avere un loro corso. (Livio)

Una visione su un mondo che ci sfugge e appare lontano. Lascia il segno. (Carlo)

Ero in Ruanda nel 1982, mai avrei potuto immaginare…

Le immagini raccontano anche il rispetto di un fotografo per un popolo che ha sofferto molto. (Emanuele)

Sono stata in Ruanda e rivedere oggi immagini, volti di quella terra mi ha commosso. No, non è finita l’umanità, grazie a quel giornalista che ci riporta la vita di quei fratelli. (Mariagiulia)

Una lezione di vita. Fa pensare agli orrori della guerra quotidiana tra simili. (Valentina)

Ho provato sì vergogna, ma per la nostra indifferenza. (Luca)

Chi visita queste mostre non avrebbe bisogno di farlo, è chi non viene che rimane nell’ignoranza… (O.)

Solo con la riconciliazione si può ricominciare, così è stato per il Sudafrica e così non è stato per la Bosnia, che sta sprofondando economicamente.  (Mirca)

Grazie per queste testimonianze di dolore. Vittime e carnefici possono riconciliarsi grazie alla responsabilità, alla verità. E allora nasce spontaneo il perdono. (Manuela)

Vent’anni fa ero piccola. Sono felice che se ne parli oggi, per conoscere e per ricordare… (Consuelo)

Previous post

Osservatorio sul giornalismo: la rivoluzione di Internet

Next post

I media raccontano Ebola: come (non) si fa informazione