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Quando la fotografia è etica

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timthumb.phpChe rapporto c’è tra etica, comunicazione e fotografia? Per tre fine settimana successivi (dal 10 al 25 ottobre) se ne parla a Lodi (MI) al Festival della Fotografia Etica con oltre trenta fotografi internazionali e 250 volontari.
La manifestazione, giunta alla sua sesta edizione, nasce nel 2010 da un’idea del Gruppo Fotografico Progetto Immagine e approfondisce contenuti di rilevanza etica attraverso un ricco programma di mostre di fotoreporter di livello internazionale, dibattiti, incontri, workshop, letture portfolio, videoproiezioni e altri eventi.  Vuole offrire un contributo concreto a chi, già impegnato nel difficile campo del fotoreportage sociale e documentario, o desideroso di entrarne a far parte, si adopera per diffondere un tipo di fotogiornalismo più sensibile alle esigenze della società civile che alle logiche di mercato.

Utilizzando quindi modalità espressive differenti il Festival promuove la fotografia come strumento di conoscenza e approfondimento, la formula proposta ha registrato, edizione dopo edizione, un gradimento crescente e un numero di visitatori in costante ascesa, dai circa 3.000 del 2010 a oltre 7.000 visitatori lo scorso anno.

Civilians escape from a fire at a house destroyed by the  air attack in the Luhanskaya village
Foto di Valery Melnikov, civili scappano da una casa in fiamme dopo un attacco aereo al villaggio di Lhuanskaya, Ucraina

Nella sezione espositiva intitolata Uno sguardo sul mondo sono riunite le mostre Tra terra e nuvole – cronache dalla Grecia di Francesco Anselmi, Black Days of Ukraine di Valery Melnikov e Where Love is Illegal di Robin Hammond.

Spiccano le problematiche legate all’alimentazione, al cibo e alla sua produzione. È infatti la sfera nutrizionale la protagonista assoluta del Festival 2015. In particolare percorso espositivo proposto dalla sezione Spazio Tematico: Il cibo che uccide, che quest’anno contempla quattro esposizioni, realizzate da altrettanti fotografi, finalizzate ad alzare il sipario su realtà, spesso drammatiche, che coinvolgono uomini e donne in tutto il mondo. Le mostre previste all’interno di questo Spazio fanno da contraltare alle tematiche proposte da Expo Milano 2015 e sono: Terra Vermelha di Nadia Shira Cohen e Paulo Siqueira, Under Cane: A Worker’s Epidemic di Ed Kashi, A Life Apart: The Toll of Obesity di Lisa Krantz e El costo humano de los agrotóxicos di Pablo Ernesto Piovano, che fa vedere come l’impiego intensivo di diserbanti in Argentina abbia causato un’emergenza sanitaria che oggi colpisce 12 milioni di persone, un terzo della popolazione del Paese. Il suo reportage cerca di ridare voce e visibilità a tutte le vittime di questa tragedia ed è stato scelto per l’immagine della locandina del Festival.

Massimo Sestini
Massimo Sestini

Infine nello Spazio Approfondimento si possono visitare le esposizioni di Massimo Sestini che nella sua trentennale carriera ha fotografato di tutto: dagli attentati a Falcone e Borsellino al rapido 904, a Licio Gelli scortato in carcere a Ginevra e di Jocelyn Bain Hogg. Lo Spazio ONG accoglie i lavori commissionati da una serie di ONG ad alcuni fotoreporter, sia affermati sia emergenti.

Lo Spazio World.Report Award è invece dedicato ai vincitori dell’ultima edizione World. Report Award | Documenting Humanity.

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