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Per De Benedetti il futuro corre sul video

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Innovazione e media, un binomio che sta trasformando il modo di fare informazione e, più in generale, la società. L’innovazione non è solo tecnologica, impatta sull’economia,admin-ajax sulla politica, sulle scelte quotidiane. E sulla professione di giornalista, che deve tener conto dei cambiamenti in atto, cercando di analizzarli e affrontarli in modo efficace. Di questo ha parlato Carlo De Benedetti, presidente del Gruppo Editoriale L’Espresso, intervistato da Federico Rampini, al Festival della TV e dei nuovi media.

«La nostra azienda cambia – spiega De Benedetti – la fotografia è morta, come è morto il bianco e nero, visto che il mondo è a colori. Lo stesso succede oggi con i video rispetto alla parola scritta, nel senso che il futuro è dei video poiché la vita è movimento».

Carlo De Benedetti a destra, con Federico Rampini
Carlo De Benedetti a destra, con Federico Rampini

La diffusione di Internet e delle nuove tecnologie ha modificato il modo di fruire i media, lo si avverte già per quanto riguarda la televisione, sempre meno utilizzata dai giovani, che preferiscono altri supporti. E il fenomeno è in accelerazione.
«Prendiamo ad esempio House of cards – continua De Benedetti – una serie TV di enorme successo, nata e distribuita in modo nuovo attraverso il web, molto diversa dall’idea dei film tradizionali, ma capace di agganciare il pubblico e tenerlo agganciato. Lo stesso succederà per l’informazione, sarà possibile vedere video brevi sui dispositivi mobili e potranno essere raccolti in serie.
Questa sarà la nostra azienda, saremo produttori di contenuti video, come siamo già produttori di idee che vengono trasformate in parole. Così si produrranno storie, contenuti, validi e quindi che la gente sarà disposta a pagare».

In questo scenario anche il giornalista dovrà modificare il suo approccio alla notizia e al lavoro, continuerà ad esistere, ma racconterà le cose che avrà visto o le sue riflessioni su cose viste. E i giornali? De Benedetti non ha dubbi: «I giornali sopravviveranno come approfondimento, con tirature che saranno la metà di quelle attuali e un prezzo maggiore. Racconteranno non cosa è successo ma perché è successo».
Sfide interessanti aspettano allora il giornalista di domani – se non già quello di oggi – che deve mettersi sempre in discussione e utilizzare ciò che la tecnologia e l’innovazione gli mettono a disposizione per conquistare e fidelizzare il lettore, ascoltatore o spettatore che sia.

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