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Osservatorio sul giornalismo: la rivoluzione di Internet

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L’intento è quello di «analizzare le prospettive della professione del giornalista e il futuro del sistema dei media. Anche in Italia, come già ha mostrato l’esperienza compiuta in varie realtà estere, è essenziale conoscere il punto di vista di chi l’informazione la produce direttamente». Si chiama Osagcomservatorio sul giornalismo ed è stato ideato dall’Agcom (l’autorità per le garanzie nelle comunicazioni, attiva dal 1997) con il fine di interrogare i professionisti dell’informazione sulle loro condizioni di lavoro. Fino al 30 novembre è possibile compilare un questionario online i cui dati verranno convogliati nel database dell’indagine conoscitiva “Informazione e internet in Italia. Modelli di business, consumi, professioni” lanciata con una delibera dell’autorità dello scorso marzo.

«In Italia – si legge nel documento – Internet rappresenta il terzo mezzo, dopo la televisione e i quotidiani, più utilizzato per reperire informazioni, e lo stesso si configura come una fonte di primaria importanza soprattutto per la ricerca di notizie inerenti l’attualità internazionale e nazionale. […] La velocità e l’entità dei mutamenti in atto sono tali da aver rivoluzionato la struttura del settore mondiale dell’informazione […], agendo sulle barriere all’ingresso, sul ciclo di vita del prodotto, sulle fonti di reddito, sulla struttura dei costi e sulla natura stessa del giornalismo. Tale ultimo fenomeno investe profondamente l’esercizio della professione  giornalistica, nella sua funzione classica di “tramite” tra la notizia e il pubblico,  richiedendo, pertanto, un approfondimento circa la qualità e il valore dell’informazione offerta, la sua autorevolezza e la sua attendibilità, con quanto ne discende in relazione alle modalità di ricerca, utilizzo e interpretazione delle fonti. Dunque è necessario procedere a un’apposita indagine conoscitiva volta a esaminare le caratteristiche e le nuove dinamiche dell’offerta di contenuti e servizi di informazione in Italia, sia da parte degli operatori attivi su Internet, sia da parte degli operatori tradizionali, nonché le peculiarità che contraddistinguono la domanda di informazione, rivolta al web e ai mezzi classici».

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