Home»Professione giornalista»Occuparsi degli “scomparsi”

Occuparsi degli “scomparsi”

0
Shares
Pinterest Google+

Scomparsi dai media: fenomeno noto e tuttavia difficile da arginare… Fatti di casa nostra e di altrove che si riversano martellanti nelle nostre quotidianità per poi divenire evanescenti e invisibili. Un esempio? Che cosa è successo ad Haiti negli ultimi due anni?

Dopo la tragica popolarità sui media e notiziari mondiali in seguito al terremoto del 12 gennaio 2010, Haiti è scomparsa dalle pagine dei giornali. La ricordiamo invasa dai marines, dai soccorritori di tutto il mondo, ma poi poco si è detto del processo di ricostruzione e dei soldi investiti e poco ora si sa delle condizioni in cui si trova il paese più povero delle Americhe.

Un incontro, dal titolo “Haiti. L’isola scomparsa”, alle Officine Corsare di Torino di giovedì 8 novembre, organizzato dall’Ong Cisv (Comunità impegno servizio volontariato), dalle associazioni Sur (Società Umane Resistenti) e Haititalia, ha cercato di riportare il paese alla luce con la partecipazione straordinaria del giornalista haitiano Gotson Pierre.

“Subito dopo il terremoto i media di tutto il mondo si sono interessati al paese – racconta Gotson Pierre -, hanno contributo alla raccolta di fondi per la ricostruzione del paese, hanno stimolato la solidarietà internazionale. I riflettori puntati sul paese hanno alimentato le speranze della società di essere di interesse per il mondo”. Ma finita l’emergenza, i riflettori si sono spenti. Fino ai giorni scorsi, quando l’uragano Sandy ha portato nuovamente morte e distruzione. “Solo con le polemiche della società civile ai media internazionali si è parlato dei danni causati dall’uragano anche ad Haiti, diversi giorni dopo l’accaduto. Mentre Sandy faceva vittime e danni alle coltivazioni haitiane, i media erano tutti concentrati sui preparativi negli Usa”.

Gotson Pierre è un giornalista professionista da più di 30 anni ed esperto di nuove tecnologie. Ha lavorato con diversi media locali e in particolare in radio. Fondatore della società di comunicazione sociale Groupe Médialternatif, ha dato vita nel 2001 all’agenzia stampa Alterpresse, rete alternativa haitiana di informazione indipendente e attendibile, portavoce della società civile. Subito dopo il terremoto, Marco Bello e Alessandro Demarchi dell’Ong Cisv hanno cercato di raccogliere le testimonianze di haitiani, attraverso contatti telefonici prima e andando sul posto poi. Al ritorno, le voci haitiane sono state incluse nel libro “Haiti. L’innocenza violata. Chi sta rubando il futuro del paese?” (Infinito edizioni, 2011), che indaga sul ruolo della comunità internazionale, Stati uniti in testa, nella ricostruzione, dando voce agli haitiani, alle loro visioni e all’indipendenza del paese, ancora una volta minacciata. E quelle di Alterpresse e di Gotson Pierre sono tra queste voci. Alterpresse, infatti, fin dalla sua nascita, si è proposta come agenzia, in francese e creolo, attenta all’informazione sulle dinamiche politiche, economiche, sociali e culturali del paese. Un pervicace modo di fare giornalismo con attenzione ai movimenti sociali e ai diritti umani. Rivolgendosi non solo al territorio nazionale, l’agenzia è così progressivamente diventata una voce attendibile a livello internazionale. Per saperne di più: www.cisvto.org

Previous post

Il kajal di Maria Cuffaro

Next post

Visibile & invisibile, in mostra