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Musica lontana, vicina

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Abbiamo chiesto ai nostri ospiti musicisti Khalid Mohammed Ali e Hasan Falih Owaid Abbas di parlarci dei loro strumenti.

“L’Oud arriva in Occidente con Ziryab (musicista del IX secolo ndr), che da Baghdad arrivò in Andalusia, e portò lì l’oud, a Siviglia, Granada, ecc. che a quel tempo erano governate dagli Arabi. È per questa ragione che poi si diffuse nelle corti europee nelle sue successive elaborazioni dando vita alla grande tradizione rinascimentale della musica per liuto.
Non sappiamo esattamente chi lo inventò o chi lo scoprì. La sua origine è legata ad una storia molto molto antica:
C’è un uomo e il suo amatissimo figlio è morto. Allora lui lo appende ad un albero dove si reca ogni giorno. Passa il tempo e la salma si decompone fino a quando niente è rimasto del corpo tranne la gamba e il piede. Il povero padre allora per ricordare il figlio prende spunto da quei resti e costruisce una cassa bombata come la forma della gamba che si allunga nel piede (mi mostra il manico dello strumento); poi mette delle corde e suona l’amore per suo figlio.
Questa è la leggenda.

E il qanun?

Lo scoprì al Farabi, antico musicista (musicista ed erudito del IX secolo ndr).Lo fece e lo suonò con le sue mani, usando solo due dita, lievemente. La tradizione lo annovera tra gli strumenti evocativi di una profonda spiritualità, tanto che si racconta che al suo suono durante una veglia funebre il defunto si risvegliò alla vita.
Ci sono tanti strumenti nella nostra tradizione simili al qanun, che assomiglia all’interno del pianoforte. Prima ancora c’era uno strumento antichissimo in Iraq, usato circa 3mila anni fa: una chitarra sumera, simile alla chitarra moderna, come un’arpa, con la testa di toro. L’arpa, qanun, chitarra: una stessa famiglia”.

 

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