Home»Professione giornalista»Meneses, fotografo della rivoluzione

Meneses, fotografo della rivoluzione

0
Shares
Pinterest Google+

Enrique MenesesÈ morto il 6 gennaio 2013 all’età di 83 anni Enrique Meneses, fotogiornalista spagnolo. Fu conosciuto soprattutto per essere stato il primo reporter straniero ad aver fotografato e pubblicato le immagini di Ernesto Che Guevara e Fidel Castro nella Sierra Maestra, durante la Rivoluzione cubana, scattate nel 1958, poco prima della vittoria. Con i rivoluzionari nelle montagne cubane restò per quattro mesi; le sue foto furono pubblicate sulla rivista Paris Match e vi scrisse anche due libri Fidel Castro (Ed. Afrodisio Aguado, 1966) e Castro, empieza la revolución (Espasa Calpe, 1995).

Durante la sua lunga carriera collaborò con tutti i mezzi di comunicazione e fu corrispondente in India, in Medio Oriente, in Africa, dall’Egitto all’Angola, poi Bangladesh, Pakistan e poi l’assedio di Sarajevo nel 1993. Ha intervistato personaggi emblematici della storia contemporanea: Nasser, il re Hussein della Giordania; il Dalái Lama; Salvador Dalí; Farah Diba, l’ultima imperatrice dell’Irán; Mohammed Ali, per citarne solo alcuni, e ha seguito la marcia per i diritti degli afroamericani del 1963 guidata da Martin Luther King.

Ha fondato negli anni vari media, dalle agenzie alle riviste, passando per il digitale.
Difensore fino alla morte del cambiamento della professione, delle potenzialità delle nuove tecnologie non ha mai smesso di scrivere, adattando il suo modo di fare giornalismo agli strumenti e all’evoluzione di ogni epoca, dalla macchina da scrivere al suo blog personale e all’account su Twitter, con i suoi 10mila follower.
Interessante è rileggere il suo “Decalogo dell’avventuriero“, quasi un inno al suo modo di fare giornalismo e di vivere. Frasi brevi ma incisive che ben riflettono il suo stile, il suo carattere:

Si eres un auténtico aventurero, sé fuerte con los fuertes y débil con los débiles. Y así, como decía Rudyard Kipling, te podrás llamar hombre.

[Se sei un vero avventuriere, sii forte con i forti e debole con i deboli. E così come diceva Rudyard Kipling ti potrai chiamare uomo]

Los reporteros de guerra estamos un poco locos, pero tenemos la sensibilidad a flor de piel, nell’intervista in quesabesde.com

[Noi reporter di guerra siamo un po’ matti, ma abbiamo la sensibilità a fior di pelle]

Siempre digo a los estudiantes que esta profesión es 70 por ciento de paciencia, 20 por ciento de profesionalidad y un 10 por ciento de potra, de suerte, nel documentario ‘100 Miradas’.

[Dico sempre agli studenti che questa professione è 70 percento pazienza, 20 perciento di professionalità e 10 per certo di fortuna]

Qui sul sito di El Paìs alcune delle sue fotografie. 

Previous post

Gli "innamoramenti" di Marìas

Next post

Gran galà a Parigi