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L’Iraq nelle foto di Elsa Mezzano

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Siamo andati a trovare Elsa Mezzano nella sua bella casa vicino a Torino. Un luogo dove l’arte si respira, si vede e si tocca. Nel suo studio, ci accoglie e ci mostra i suoi lavori, immagini di viaggio, recensioni, ritratti di persone, e le fotografie che lei ci concederà per la nostra iniziativa: gli scatti dell’Iraq del 1999.

Elsa Mezzano è minuta e deliziosa: un’artista straordinaria e dalla gentilezza dei modi. Ci sediamo su un divano, nel suo atelier, e lei comincia a raccontare: degli inizi, del nascere della arte, della scoperta del suo talento. 

Inizia la carriera di fotografa nei primi anni ’70, affascinata già da bambina dal mondo delle immagini, e da quel momento inizia ad attrezzarsi e ad approfondire. Si organizza con una camera oscura per seguire tutto il processo della fotografia, “perché il bianco e nero – ci Elsa Mezzanoracconta – è affascinante e per me era importante stampare io, non farlo fare ad altri, altrimenti con l’immagine è un rapporto che risulta più freddo”. E da lì, dai primi esperimenti da ragazzina, ci conduce alla prima mostra nel ’76 e poi la scoperta da parte di un celebre critico, Carluccio, che ne riconosce il talento e la invita, nel ’78, alla biennale di Venezia. 
Elsa Mezzano in quel periodo lavora in bianco e nero e su due filoni: molti i paesaggi della Toscana, scenari talmente insoliti da ammaliarla, e poi ritratti “rubati” di persone, non in posa, ma colti in maniera spontanea.

E poi l’Iraq. “Avrò fatto un migliaio di scatti”, scatti che diventeranno mostre che gireranno per tuttaItalia. É il 1999 e un gruppo di persone, tra cui Elsa, arriva in Iraq, grazie all’invito di Younis Tawfik, presidente del centro Dar Al Hikma. Un po’ di paura alla partenza, ma poi tanta riconoscenza. “E’ stato bellissimo, perché si vedevano le cose dal didentro; quel viaggio ci ha aperto un mondo che valeva la pena conoscere. È stata un’esperienza importantissima”. 

Elsa Mezzano con Rosita Ferrato

Un’esperienza non solo culturale, ma anche umana: “La gente ce l’ho ancora nel cuore – racconta la Mezzano – erano di un’accoglienza e di una generosità senza limiti, ti aprivano la porta, ti ospitavano nel loro mondo, con un sorriso caloroso. Quando facevamo le foto alle persone, loro erano cordiali, ci offrivano del cibo, del pane, quello che avevano. Gente stupenda, che non se la meritava un’altra guerra: in quel periodo stavano appena tentando di riprendersi come potevano. Noi eravamo a Bagdad, ma al sud bombardavano, era veramente pericoloso…”.

Elsa Mezzano racconta, e le immagini della sua mente diventano sempre più vivide e più ricche: “Mi ricordo che nella capitale c’erano tantissimi posti di blocco: presidiavano posti strategici dentro la città ad esempio dove c’era la sede della televisione e in altri luoghi, e avevano i mitra: incutevano piuttosto soggezione e noi cercavamo di non avvicinarci. Un giorno stavo facendo una foto in una piazza e un militare col mitra mi è venuto vicino e voleva la mia macchina fotografica e per fortuna sono accorsi mio marito e un amico e sono riusciti a spiegare il mio lavoro e a dissuaderlo”. 

“Si viveva in un’atmosfera di strana minaccia incombente: le persone, la popolazione era un’altra cosa, ma tra Bagdad e Babilonia c’erano torrette e c’erano mimetizzate postazioni con armi, l’atmosfera rischiosa si sentiva. Tanti posti di blocco… E poi in effetti c’era anche tanta povertà e nulla andava sprecato. Al mio ritorno, ho fatto tesoro anche di quell’insegnamento”. E c’era tanta bellezza: “Le meraviglie del passato, le splendide moschee e le città come Bagdad e Mosul, la città natale di Younis, dove abbiamo conosciuto la sua famiglia e scattato tante foto: ha una casa bellissima!”

Elsa Mezzano ci congeda con un sorriso. Umana e gentile, come le persone che ha ritratto in Iraq. La sua forza e delicatezza sono riflesse negli scatti che ha catturato: ha visto un luogo piegato dalla guerra ma con una popolazione forte e fiera, e lei grazie alla sua arte con garbo e determinata semplicità ce lo ha restituito.

 

Gli scatti di Elsa Mezzano saranno esposti al Teatro Vittoria di Torino in occasione della serata “Iraq in musica”


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