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L’Indice compie 30 anni

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Trenta candeline per “L’Indice dei Libri del Mese”: anniversario tondo di una delle più autorevoli riviste italiane di informazione libraria.
Trent’anni di cultura indipendente, tre decadi di successi, tremila abbonati nel mondo. Un esito insperato, quando un gruppo di intellettuali torinesi, fra cui Cesare Cases e Gian Giacomo Migone, decise di fondarla, sulla scia della comune passione per la letteratura. Il primo numero, uscito in stampa nell’ottobre del 1984, fu, a detta di un esperto quanto esigente Aldo Busi, quasi perfetto. Mancava, però, a suo parere “lo charme, quel frizzo che ti spinge a divorare l’inchiostro e veleni annessi“, tanto da fargli temere la fine prematura di un progetto di tale portata: “Mi dispiacerebbe molto, perché io ho un bisogno vitale di una rivista così“.
La previsione e le preoccupazioni di Busi non hanno avuto seguito e, anzi, “L’Indice” ha goduto di un’estrema longevità, grazie anche al sostegno dei lettori, che di fronte all’eventualità di non trovare più la rivista in edicola – in tempi di crisi, chiudere bottega non è così inconsueto – non hanno esitato a rispondere all’appello della redazione, a mettere mano al portafogli per un ammontare di donazioni complessivo di 100 mila euro e a bandire un’asta di opere d’arte.

E si è arrivati a 30 anni. L’inizio ufficiale dei festeggiamenti è datato 9 gennaio scorso, quando i colleghi del The New York Review of Books hanno levato i calici per un brindisi congiunto all’Italian Cultural Institute di New York per celebrare anche il cinquantesimo della rivista, fonte di ispirazione per l’Indice, insieme al The Times Literary Supplement.
Un altro appuntamento dedicato è stato un evento ospitato al Circolo dei Lettori lo scorso 21 febbraio, che ha visto riuniti il germanista Claudio Magris, il linguista Gian Luigi Beccaria, il giornalista Andrea Casalegno, il direttore Mimmo Cándito e il fondatore Gian Giacomo Migone, insieme ai collaboratori e ai compagni di strada vecchi e nuovi. Un’occasione per discutere della funzione attuale delle recensioni di libri, del ruolo dei recensori e del contributo della rivista per i lettori, gli editori e l’opinione pubblica.

Diceva Cesare Cases: “L’essenziale è che attraverso l’esposizione il lettore acquisisca una chiara idea di quel che il libro è e delle ragioni della sua importanza, ragioni che hanno fatto sì che lo scegliessimo a differenza di altri“. Se c’è un merito particolare dell’Indice è stata la scelta editoriale di salvaguardare sempre l’indipendenza di giudizio. Con le sue recensioni e le sue schede – fino a 100 per ogni numero -, la rivista suggerisce riflessioni aggiornate sul panorama culturale contemporaneo, oltre a documentare la produzione libraria italiana.

Corredano il cuore della rivista alcune rubriche, rassegne, dossier di approfondimento, interviste e interventi di vario tipo: “Editoria”, sull’attualità editoriale; “Villaggio globale”, con il contributo di corrispondenti letterari da Londra, Parigi e Buenos Aires; “Babele”, per l’analisi delle parole della contemporaneità; “Il libro del mese”, dedicato a un libro di recente pubblicazione; “Effetto film”, incentrato sull’analisi di opere cinematografiche; “Recitar cantando”, sull’attualità lirica; “Camminar guardando”, rivolta all’attualità del mondo dell’arte.

Dal 2008, inoltre, “L’Indice” pubblica ogni tre mesi l’inserto “L’Indice della scuola”, sui temi dell’istruzione e della formazione in Italia, dalla scuola dell’obbligo all’università; e una volta all’anno, sul numero di settembre, l’inserto “L’Indice dell’arte”.
A ottobre nascerà “L’Indice” multimediale ad arricchire la storica versione cartacea, il sito internet, che ogni mese fornisce anticipazioni del numero in edicola, e il blog, quotidianamente aggiornato.

In questi primi trent’anni ognuno dei direttori che si sono avvicendati ha lasciato un’impronta precisa sulla rivista: dal progetto iniziale di Gian Giacomo Migone e Cesare Cases, alla predilezione per il cinema di Alberto Papuzzi, a uno sguardo sulla società contemporanea con Luca Rastello e la rubrica “Segnali”, fino al respiro internazionale voluto da Mimmo Càndito, l’attuale direttore.

Elisabetta Gatto

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