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Le Monde trasferisce forze su digitale e long journalism

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Le Monde, edizione dell'8 agosto 1945
Le Monde, edizione dell’8 agosto 1945

È un dibattito sempre attuale, quello sulla sorte dei giornali stampati. E l’ultima mossa di un quotidiano solido come Le Monde fa pensare che l’unica soluzione per preservare la vendita in edicola, senza capitolare di fronte alla crisi e allo smottamento dell’audience, sia quella di spostare risorse sull’online: a partire dal 7 ottobre, infatti, ben 29 giornalisti interni alla redazione del foglio nato a Parigi 70 anni fa, sui 400 totali, sono stati dirottati sull’edizione web del quotidiano simbolo del centrosinistra francese. La scelta ha comportato delle sostanziali modifiche all’impianto editoriale del cartaceo che, come altri quotidiani di punta europei, sta pian piano rinunciando all’informazione “veloce” per la insostenibile concorrenza di Internet e dedica le pagine cartacee ad articoli di long journalism con analisi, commenti, approfondimenti, reportage e storie.

 

Gilles van Kote
Gilles van Kote

Non è stato un passaggio indolore: la direttrice Natalie Nougayrede si è dimessa, lasciando spazio al nuovo responsabile editoriale Gilles van Kote.

«Siamo un settore in crisi – ha detto nel suo discorso di insediamento – e ciò crea, almeno nella mia generazione, una sorta di autocommiserazione. Le Monde è stato fortunato, nelle difficoltà: abbiamo un sito che funziona alla grande, una testata che non ha eguali, un gruppo solido e un azionariato forte. Io non pretendo di presentare il mio giornale come un modello, ma in termini assoluti penso che siamo piuttosto privilegiati».

Le cifre raccontano anche altro: in dieci anni, la diffusione di Le Monde è passata da quasi 400.000 a 270.000 copie, solo in parte compensate dagli abbonamenti digitali. Solo nell’ultimo anno, il quotidiano ha perso un altro punto percentuale di lettori. E dire che è una delle testate che sta sostenendo meglio la crisi…

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