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L’Aquila, prima e dopo il sisma

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mostra l'aquilaNell’ambito del festival FotoLeggendo, a Roma, Gianni Berengo Gardin racconta la tragedia che il 6 aprile 2009 ha distrutto la città dell’Aquila attraverso le sue fotografie.
“L’Aquila, prima e dopo” è un percorso espositivo che mostra un prima e un dopo sisma.
I primi scatti alla città di Gianni Berengo Gardin risalgono a 16 anni fa, quando il fotografo aveva immortalato il calore della gente e la straordinaria architettura della città. Dopo anni di lavoro sul posto, il fotografo è tornato per testimoniare con le proprie fotografie lo stato in cui è ridotta una città bloccata e ferita, dopo il terremoto.
Le immagini in bianco e nero mostrano gli scatti di allora e quelli di oggi, con un centro storico trafitto da impalcature, nascosto da teli e travi, strade in passato brulicanti di di vita, ora deserte.
I volti dei sopravvissuti, i segni a “X” lasciati dalle violente scosse e i palazzi puntellati del “dopo”, contrastano con i sorrisi e la bellezza dei palazzi del “prima”. Come il toccante scatto che ritrae i 308 nastrini nero-verdi, i colori della città, che i cittadini annodarono alle delimitazioni dell’ingresso della “zona rossa” in ricordo delle vite perdute. O le impalcature nella foto accompagnata dalle parole di sofferenza dell’11 aprile 2011 della blogger “Miss Kappa” per non poter ancora tornare alla sua casa. E ancora le transenne, diventate il simbolo di una popolazione ferita, con le “mille” chiavi appese per protesta al grido del “ridateci la città”.
Un reportage, quello di Gianni Barengo Gardin, attento e sensibile, che oltre a documentare le condizioni della città post-sisma, mostra la vita di “chi quotidianamente vive esiliato dalla propria vita, in un tessuto urbano che non lo rappresenta più”.

La mostra “L’Aquila, prima e dopo” esposta presso il Museo di Roma in Trastevere (piazza S. Egidio 1B, Roma) chiude l’11 novembre 2012.

 

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