Home»Professione giornalista»La via dell’inchiostro

La via dell’inchiostro

0
Shares
Pinterest Google+
La prima della prima edizione del Daily Courant
La prima della prima edizione del Daily Courant

Si chiamava Daily Courant ed è stato il primo quotidiano britannico. Il suo primo editore, una donna: Liz Mallet, proprietaria di una libreria e di una stamperia in una casetta che si affacciava su Fleet Street, a Londra. La prima copia del giornale uscì mercoledì 11 marzo 1702, la testata durò altri 33 anni e la sua storia si fonde con quella della via più affascinante per gli appassionati di giornalismo, la via dell’inchiostro. Fleet Street è avulsa dal suo contesto: gli spazi a perdita d’occhio della cattedrale di St. Paul sembrano stritolare l’inizio della strada, evidentemente troppo stretta per nostri canoni. Quasi ci si fosse intestarditi a far scorrere il tempo tutt’intorno ma non qui, dove un commerciante aveva ricostruito il pub di riferimento della zona dopo l’incendio devastante del 1666, il Ye Olde Cheshire Cheese.

Ebbene, quel pub è ancora lì: non solo il suo simulacro, ma il bancone su cui appoggiano le birre appena spillate è lo stesso da quattrocento anni. Quello che Charles Dickens usava nelle pause del suo primo mestiere, cronista parlamentare per il Morning Chronicle. Dall’installazione della prima macchina da stampa alla fine del 1400, per iniziativa di Wynkyn de Worde, Fleet Street si è fatta centro pensante dell’editoria: sono nati o transitati per questa strada il Daily Telegraph e l’Express, il Financial Times, il Guardian e l’Observer, il glorioso Times, i tabloid come il Sun, il Daily Mail, il Mirror.

L’inizio della fine di Fleet Street arrivò con il magnate australiano Rupert Murdoch, con la sua scalata alle testate londinesi a partire dall’inizio degli anni Sessanta e la scelta di portar via la produzione di carta stampata dalla via dell’inchiostro al quartiere di Wapping. Anche l’agenzia di stampa Reuters, viva del 1851 e residente per più di sessant’anni al numero 85 di Fleet Street, se ne andò dieci anni fa, scegliendo un palazzo ultramoderno a Canary Wharf, il nucleo finanziario della città.

Il luogo in cui sorgeva la stamperia del primo quotidiano londinese, uscito nel 1702
Il luogo in cui sorgeva la stamperia del primo quotidiano londinese, uscito nel 1702

Nel luglio del 2009 l’ultima agenzia con sede a Fleet Street, la francese AFP, ha abbandonato la via dell’inchiostro e si è stabilita nella torre del Centre Point, nei pressi di Soho.  Oggi, Fleet Street ospita filiali di banche ed esercizi commerciali che non conservano memoria dell’antico viale dei giornali. Inamovibile, però, è la chiesa di St. Bride,  più conosciuta come la chiesa dei giornalisti per la sua vicinanza alle (ex) redazioni e stamperie.  Nella cripta della cattedrale c’è una piccola mostra permanente dedicata ai giornalisti; ancora oggi vengono celebrate funzioni dedicate a chi fa delle notizie la propria professione e un altare della “casa spirituale dei media”, sul lato nord della chiesa, intitolato ai giornalisti, col pensiero a coloro che hanno perso la vita nell’esercizio del loro mestiere. Nella cappella medievale, una stele ricorda tutti i giornalisti e i familiari dei lavoratori della Associated Newspapers che persero la vita nel corso dei due conflitti mondiali.  Una contabilità che, purtroppo, non conosce sosta: proprio in questi giorni, accanto all’altare, è stato aggiunto un ricordo delle vittime parigine di Charlie Hebdo.

Previous post

È "Questione di immagine"

Next post

Radio M, prima radio libera d’Algeria?