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La tutela del diritto d’autore: arriva l’equo compenso, anche per chi scrive

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Foto di mohamed Hassan da Pixabay

Visto che quello per i giornalisti da parte degli editori non si è mai raggiunto nonostante i tentativi, forse sta per arrivare l’equo compenso per gli editori contro gli sfruttatori di contenuti altrui nel web. Si tratta della giusta remunerazione per l’utilizzo dei loro articoli da parte delle piattaforme online: inclusi i social network, principali accusati di furto di contenuti, con la possibilità per gli autori stessi degli scritti di ricevere una quota dei proventi. Questa è una delle norme principali che si trovano nello schema preliminare di decreto legislativo che recepisce la direttiva Ue sul diritto d’autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale.

Il testo prevede che le piattaforme online, quando concedono l’accesso al pubblico a opere protette dal diritto d’autore caricate dai loro utenti, abbiano l’obbligo di ottenere un’autorizzazione da parte dei titolari dei diritti: viene quindi introdotto un nuovo diritto a favore degli editori dei giornali per l’utilizzo dei loro contenuti da parte dei prestatori di servizi delle società dell’informazione, delle società di monitoraggio media e rassegne stampa. Viene riconosciuta agli editori la possibilità di negoziare accordi per vedersi riconosciuta un’equa remunerazione per l’utilizzo dei contenuti da loro prodotti. È previsto il diritto degli autori dei contenuti giornalistici a ricevere una quota dei proventi attribuiti agli editori: questo, però, non è valido né in caso di utilizzi privati o non commerciali di pubblicazioni giornalistiche da parte di singoli utilizzatori, né in caso di collegamenti ipertestuali o di utilizzo di singole parole oppure se si tratta di estratti molto brevi. Sarà quindi l’autorità preposta, l’Agcom, ad adottare un regolamento che individui i criteri per la determinazione dell’equo compenso e che orienti la negoziazione tra le parti. Per questa ragione è stato introdotto l’obbligo di informazione a carico dei prestatori di servizi online, che devono mettere a disposizione alla parte interessata ogni dato idoneo a determinare la misura dell’equo compenso. Su tale adempimento vigila la stessa Autorità che, in caso di mancata comunicazione dei dati, applica una sanzione amministrativa pecuniaria fino all’1% del fatturato.

Gli autori, artisti interpreti ed esecutori devono poter ottenere regolarmente informazioni aggiornate e complete sullo sfruttamento delle loro opere dai soggetti cui hanno concesso in licenza o trasferito i diritti. La mancata comunicazione delle informazioni comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria fino all’1% del fatturato sempre da parte di Agcom. Gli spettacoli teatrali in streaming, infine, vengono equiparati a opere audiovisive per la tutela dei diritti, che è assicurata anche per nuove figure professionali quali il direttore del doppiaggio e l’adattatore dei dialoghi.

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