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La stretta della censura sull’Afghanistan talebano: arresti e violenze contro i reporter

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Photo by Jeremy Bishop on Unsplash

Iniziano a vedersi le conseguenze della presa del potere dei talebani in Afghanistan. Il 25 agosto scorso le forze di sicurezza della città di Khoy, nella provincia dell’Azerbaigian occidentale vicino al confine con la Turchia, hanno arrestato Majid Saeedi, un fotografo del quotidiano statale Shargh Daily, mentre fotografava i campi che ospitavano i rifugiati afgani. A quanto risulta, Saeedi è stato arrestato per aver scattato foto di regioni di confine proibite. Tuttavia, secondo i primi rapporti e la persona che ha raccontato la vicenda al CPJ, il comitato internazionale di protezione dei giornalisti, il cronista aveva ottenuto il permesso delle autorità per coprire con i suoi reportage i campi profughi. Nessuna accusa contro di lui è stata ancora ufficializzata.

“Le autorità iraniane devono liberare immediatamente e incondizionatamente il fotoreporter Majid Saeedi e lasciargli fare il suo lavoro, documentando la vita dei rifugiati afghani in Iran”, ha affermato Sherif Mansour, coordinatore del programma CPJ per il Medio Oriente e il Nord Africa. “I giornalisti devono essere in grado di coprire tali eventi di interesse nazionale e internazionale senza temere che vengano detenuti arbitrariamente”. Giunge notizia che le autorità hanno anche arrestato un giornalista dello Shargh Daily sulla scena e rilasciato il giornalista poche ore dopo su cauzione. Le generalità del cronista non sono state rivelate.  Il CPJ ha inviato un’e-mail ad Alireza Miryousefi, il capo dell’ufficio stampa della missione iraniana presso le Nazioni Unite, per un commento su Saeedi e sul giornalista arrestato e rilasciato e rimasto senza nome, ma non ha ricevuto alcuna risposta. CPJ ha anche inviato un’e-mail a Shargh Daily per un commento, ma non ha ricevuto alcuna risposta immediata. Rimane il fatto che la situazione per i giornalisti in Afghanistan è diventata improvvisamente difficile da gestire: far trapelare notizie indipendenti e libere è sempre più difficile, la tenaglia della censura – anche violenta – è già percepita da tutti.

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