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Io sto con i giornalisti e le giornaliste: a Torino in piazza, per salvare un mestiere

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Ci sono questioni che sono state evidenziate per anni, ma senza risultati. Per anni si sono additati i giornalisti come una casta di privilegiati e asserviti al potere, quando già i dati dimostravano che la maggioranza assoluta di loro era precaria e con paghe inadatte a garantire la sola sussistenza. Si è parlato a lungo del problema dell’equo compenso, ciò che permette agli editori di pagare articolo anche 2, 5, 10 euro lordi. Di più: da decenni si discute l’abolizione del carcere per il reato di diffamazione, e si racconta che piaga sia (soprattutto per i freelance non protetti) il fenomeno delle querele temerarie e delle cause civili di risarcimento danni, uno strumento in mano a chiunque per minare la libertà di stampa e la tranquillità del cronista nell’occuparsi di vicende delicate.

Si sono susseguiti governi (uno dei quale particolarmente interessato a smantellare del tutto la categoria dei giornalisti) che hanno accolto proposte, promosso cosiddetti Stati Generali, lanciato riforme che sono rimaste lettera morta. E così, oggi, in aggiunta ai problemi storici del giornalismo in Italia, si è arrivati al punto di non ritorno anche per un altro comparto dell’informazione, meno “sentito” soprattutto dai giovani ma ugualmente grave e, potenzialmente, capace di creare disagio e stati di necessità in decine di migliaia di famiglie: la crisi dell’Inpgi, l’istituto di previdenza dei giornalisti, destabilizzato da anni di bilanci in profondo rosso. Ormai la capacità dei giornalisti di versare contributi al proprio ente è ridotta ai minimi, causa crisi occupazionale e paghe striminzite (meno si viene retribuiti, meno si potrà contribuire). E così, la cassa dei giornalisti è arrivata all’ultimo giro di pista: senza provvedimenti seri e urgenti, dovrà essere commissariata. 

Per tutte queste ottime ragioni, Stampa Subalpina ha organizzato una manifestazione per sabato 19 giugno 2021, alle 16, in piazza Carignano a Torino. Io sto con i giornalisti e le giornaliste vuole essere un modo aperto e “da cronisti” per denunciare una situazione che si è trascinata per troppo tempo, fino a diventare intollerabile, e le carenze della politica, che per questioni ideologiche e disinteresse ha fatto sì che il mestiere di giornalista si trovasse, nel mezzo di una crisi globale dell’informazione che perdura da almeno 15 anni, sprovvisto di qualunque tipo di tutela e di progetto per rinnovare e rilanciare una professione. L’iniziativa punta a sensibilizzare il pubblico su una vicenda che riguarda lavoratori con gli stessi diritti e bisogni di altre categorie in difficoltà, ma nei confronti dei quali sembra sussistere una forma di pregiudizio difficile da cancellare. 

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