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“Innovation” per il NYT

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Il suo licenziamento è stato molto discusso, ma si torna a parlare di lei: Jill Abramson, da pochi giorni sostituita dal suo vice Dean Baquet alla direzione del New York Times, quando era in carica aveva voluto che un gruppo di ricerca – in testa Arthur Gregg Sulzberger, figlio dell’editore del NYT – indagasse sulla strategia migliore per il quotidiano nella transizione al digitale.
Ora qualcuno nella redazione ha deciso di diffondere i risultati della ricerca, raccolti nel rapporto “Innovation”, che mette in luce la difficoltà di adeguare il vecchio modello di redazione alle sfide lanciate dal digitale.

Ecco qualche dato: sono 30 milioni al mese i lettori del NYT sul web negli Stati Uniti, 20 milioni quelli che lo leggono su dispositivo mobile; oltre 11 milioni i followers su Twitter e quasi 6 milioni quelli su Facebook.
Appena un terzo dei lettori, però, visita la homepage del New York Times e quando lo fa si trattiene per pochissimo tempo.

Cosa fare, dunque, per rendere più appetibile il sito, per incrementare il numero dei lettori e rafforzare la redazione?Il rapporto suggerisce alcuni spunti. Innanzitutto occorre investire nella promozione degli articoli sui social network: è compito da affidare ai giornalisti stessi, che devono essere coinvolti nella comunicazione e diffusione dei contenuti.

La redazione, poi, deve essere più attenta alle esigenze dei clienti e dei lettori e disposta a cedere un po’ del suo perfezionismo a favore di una maggiore sperimentazione per raggiungere un pubblico più vasto.
Un esempio è quello di creare collezioni personalizzate dei contenuti su un tema, un personaggio, una data storica. Il rapporto cita gli articoli sull’amore in occasione di S. Valentino o quelli sul traffico sessuale: non si tratta di articoli nuovi, ma di un nuovo modo di confezionarli e presentarli. Riporta, ad esempio, la collezione creata dal fotografo Andrew Phelps su Flipboard con i migliori necrologi pubblicati sul New York Times dal 2013, diventata una delle collezioni più lette. Spontanea la domanda: perché non è venuto in mente al NYT di realizzarla?

È bene essere attivi nel presente e proiettati nel futuro, ma senza dimenticare uno sguardo al passato: l’archivio del NYT – datato 1851 – raccoglie quasi 15 milioni di articoli. È un prezioso materiale da riutilizzare e valorizzare attraverso newsletter quotidiane. “Dobbiamo essere una newsletter e una biblioteca al tempo stesso”, sottolinea il rapporto.

Infine, innovare la piattaforma, migliorare il sistema di tagging, investire sul sistema di pubblicazione delle notizie. Suonano come buoni propositi, ma sono una strategia vincente per superare con successo la sfida dell’era digitale. Anche per un colosso come il New York Times.

Elisabetta Gatto

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