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Il fotogiornalismo si ritrova a Perpignan

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Pub_2015_BerehulakAnche quest’anno, dal 29 agosto al 13 settembre, Perpignano (Francia) diventa la capitale mondiale del fotogiornalismo e ospita il 27° Festival Internazionale di fotogiornalismo, organizzaato da Visa pour l’image, .
«Questo è diventato il primo festival a livello mondiale di fotogiornalismo – spiega Jean-Paul Griolet, presidente dell’associazione Visa pour l’image – i suoi attori sono i primi vettori della libertà di espressione».

Il Festival è luogo di scambio e di dibattito tra professionisti di tutto il mondo e agenzie fotografiche. Al Palazzo dei congressi, il Centro internazionale della stampa accoglie ogni anno, durante la settimana a loro dedicata, 3000 professionisti accreditati, 280 agenzie che rappresentano una cinquantina di paesi. Oltre 30 agenzie e associazioni di fotografi del mondo hanno poi un loro spazio espositivo. Il primo obiettivo del festival è ristabilire il ruolo della foto giornalistica. Perpignano è il luogo in cui guardare i reportage e le storie inedite, rendersi conto della vivacità di una professione spesso mal in arnese a causa dei tagli e delle ristrutturazioni editoriali.

perpignanIn un momento in cui l’informazione può circolare sempre più liberamente con l’aiuto di strumenti sempre più performanti e accessibili al pubblico, il lavoro di qualità resta sempre indispensabile. Per tutti i professionisti dell’immagine, quale che sia il loro obiettivo, gli incontri sono serrati. Ogni anno il press book permette di misurare l’impatto sociologico della manifestazione, di analizzare l’accoglienza riservata ai diversi tipi di stampa cartacea video e radio, sia a scala locale, nazionale e internazionale. «È straordinario avere tutti insieme National Geographic, Washington Post e tanti altri», commenta il direttore artistico Jean-François Leroy.

festival_home«Come deve evolvere il fotogiornalismo? – scrive Jean-François Leroy nel suo editoriale – Forse ricreando delle scene in studio? Fotografando le nature morte per evocare un conflitto? “Sai che le foto di guerra o di carestia finiscono tutte per somigliarsi…” che imbecillità, che cinismo! Sentiamo forse dire questo genere di sciocchezza a proposito delle foto di sport? E bene, tanto peggio per noi! Quando si guarda alla ricchezza del programma 2015, quando si vedono arrivare sul mercato tanti nuovi talenti, nuove energie, quando si gira per le vie di Perpignan a settembre, ci si rende ben conto che questo mestiere non è affatto vicino alla scomparsa».
Le proiezioni serali coprono gli eventi principali dell’anno passato: società, guerre, storie che hanno composto le notizie più importanti dell’anno e altre che sono passate più sotto silenzio (Ucraina, genocidio armeno, ebola, cambiamenti climatici e ambiente, Europa e immigrazione, terremoto in Nepal, polizia violenta negli USA e storie da molti altri paesi).

Molti i meeting in cui parlare dei problemi della professione: dalla tavola rotonda di ELLE, alla conferenza di ME-MO Magazine, alla presentazione del Libro nero del fotogiornalismo di La Scam.

Almeno una decina i premi che verranno consegnati a Perpignan: dal Canon Female Photojournalist Award 2015, alla quinta edizione del premio della Croce Rossa internazionale ICRC Humanitarian Visa d’or award, ai premi dati da Getty Images, Le Figaro, dalla fondazione Yves Rocher Foundation per la fotografia, al premio per il Web Documentary Visa d’or Award sponsorizzato da France 24-RFI.
Tra le novità 2015 il corso di formazione “diploma universitario di fotogiornalismo, comunicazione e immagini aeree” che insegna anche a realizzare riprese aeree con l’uso dei droni, rivolto a giornalisti, fotogiornalisti, video operatori e studenti che vogliano ampliare le proprie conoscenze in questo settore.

Dal 14 al 18 settembre, poi, le esposizioni restano aperte per le scuole (visite gratuite su appuntamento). Lo scorso anno oltre 10.000 studenti spagnoli e francesi hanno visitato le mostre. I fotografi stessi fanno da guida per le scuole e forniscono informazioni e commenti. Quest’anno saranno Manoocher Deghati, Edouard Elias, Bertrand Gaudillère, Olivier Laban-Mattei & Pierre Terdjman.

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