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I vincitori del Premio Roberto Morrione

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I vincitori del Premio Roberto Morrione Alessandro Di Nunzio e Diego Gandolfo
I vincitori del Premio Roberto Morrione Alessandro Di Nunzio e Diego Gandolfo

Roberto Morrione aveva due passioni prevalenti – racconta Giovanni Celsi, presidente dell’Associazione Amici di Roberto Morrione che abbiamo incontrato, oggi, il 5 settembre, a Riccione durante la consegna dell’omonimo premio alle Giornate del giornalismo di Riccione -. La prima era per l’inchiesta, il giornalismo che non lascia orfani le notizie, ma che va dentro le notizie, prima e dopo; l’altra era promuovere le nuove leve, non limitarsi quindi a fare giornalismo, ma favorire l’accesso alla professione ai nuovi giornalisti. Ed è su questi due principi che abbiamo basato il premio, centrato sull’inchiesta, che per quanto dibattuto è ancora poco praticata in Italia, e sulla formazione di giovani giornalisti. Il premio è infatti limitato il premio a giovani entro i 31 anni che vogliono trattare i temi di attualità e più controversi del momento, come la mafia e la corruzione”.

La quarta edizione del Premio ha ricevuto circa 70 proposte, tutte di ottima qualità, sottolinea il presidente.

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I giovani giornalisti, autori dei tre progetti finalisti

“Il Premio è diviso in due fasi – continua Celsi -: la prima è la progettazione, sulla base della quale scegliamo le tre inchieste da realizzare, in base alla fattibilità e all’idea; la seconda è la realizzazione, da cui poi la giuria sceglie il lavoro vincitore . Si tratta quindi di un ciclo completo con cui accompagniamo i giovani reporter in tutto il processo di realizzazione”.

Il premio infatti non si limita al finanziamento dell’inchiesta, ma offre un tutoraggio legale, che mette i giornalisti al riparo e in guarda da possibili rischi di natura legale, e tecnico, che segue gli aspetti più pratici della realizzazione.

E a proposito del tutoraggio legale, è l’avvocato Guido Vasaturo, tra i fondatori dell’Associazione, a parlarcene: “Quello del giornalista d’inchiesta è un mestiere rischioso e tra i rischi principali dobbiamo annoverare quello di subire una querela temeraria con una richiesta di risarcimento esorbitante. I criminali su cui spesso si focalizza l’attenzione del giornalista d’inchiesta, più che con il piombo delle armi com’era un tempo agiscono con l’inchiostro, con cui vergano azioni civili con pretese esorbitanti e questi sono gli strumenti preferenziali di condizionamento della libertà di stampa.
Quindi non deve apparire stravagante che un avvocato accompagni il percorso professionale e la realizzazione di inchieste di giovani giornalisti, che seppur già bravi, è giusto che gli si faccia scudo”. Anche perché si tratta di freelance e precari, che non hanno alle spalle grandi redazioni o strutture legali che li possano garantire.
Ma il consiglio che avvocati come Vasaturo danno ai giornalisti, che con le loro inchieste vanno ad “illuminare” le periferie e gli scenari fuori dall’attenzione mediatica, è soprattutto uno: quello di fare tutti i controlli e i riscontri sin dalla fase di progettazione del lavoro, per renderli del tutto inattaccabili e in grado di resistere alle pressioni di chi vorrebbe mettere loro un bavaglio.

E l’inchiesta vincitrice è emblematica: il lavoro “Fondi rubati all’agricoltura” di Diego Gandolfo e Alessandro di Nunzio, con la tutor Sabrina Giannini di Report (qui il trailer dell’inchiesta), si focalizza sui fondi europei destinati a sostenere l’agricoltura. Un’inchiesta che va ad indagare, nelle terre siciliane, i finanziamenti sottratti agli agricoltori, legittimi proprietari, per sfruttarli in modo fraudolento.

Gli altri due progetti realizzati sono stati “Bestiario Criminale” di Eva Alberti, Susanna Combusti, Silvia Ricciardi, Federico Thoman dedicata al traffico illecito di flora e fauna;  e “Obiezione Vostro Onore” di Federica Delogu, Filippo Poltronieri, Claudia Torrisi, Sebastian Viskanic dedicato allo scandalo della non applicazione della legge 194 sulla interruzione volontaria di gravidanza.

I tre progetti hanno ricevuto all’avvio delle inchieste un contributo di 3.000 euro utilizzato nello sviluppo e nella produzione del lavoro. Al vincitore è stato assegnato un ulteriore riconoscimento in denaro di 3.000 euro, mentre alle altre due inchieste un contributo di 1.500 euro ciascuna.

I lavori verranno trasmessi da Rainews24 in prima serata ad ottobre. L’inchiesta vincitrice verrà inoltre presentata e proiettata sabato 3 ottobre alle ore 11 al Festival di Internazionale a Ferrara.

Il lavoro dell’Associazione Amici di Roberto Morrione non si ferma qui, come racconta Mara Filippi Morrione, portavoce del Premio: “L’associazione verrà presentata con una grande festa di lancio a Roma il 24 settembre alla Casa del Jazz, un luogo di grande valore simbolico, in quanto bene confiscato alla Banda della Magliana”. E in quell’occasione verrà presentata anche la prima iniziativa di corollario al Premio, ovvero il laboratorio didattico che Paolo Aleotti, storico giornalista Rai, sta portando avanti nel carcere di Bollate di Milano, “un laboratorio di giornalismo che mette in contatto l’interno e l’esterno del carcere, e che coinvolge un gruppo di carcerati e un gruppo di studenti della Statale di Milano”.

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