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Gran galà a Parigi

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gran galaIn questi giorni la Maison des journalistes ha festeggiato a Parigi i suoi 10 anni di vita ed ha organizzato per celebrarli, un gran galà. Presenti nei magnifici saloni dell’Hotel de Ville, politici e personalità, intrattenitori, ma soprattutto tanti e tanti giornalisti, per una volta insieme, non a caccia di uno scoop, ma seduti a chiacchierare. Essere seduta al tavolo d’onore, in qualità di Presidente del Caffé dei Giornalisti, assieme alla Première Dame Valerie Trierweiler è stata un’emozione e un importante privilegio.

Insieme, dicevo, tanti giornalisti di testate illusti, francesi e stranieri. Ma vi erano soprattutto loro: gli ospiti o gli ex ospiti della Maison des journalistes, l’associazione che ormai dal 2002 dà rifugio a chi fugge dal proprio paese semplicemente perchè racconta la verità. “Alcuni giornalisti esiliati, arrivati in Francia dormivano per terra – racconta Danièle Ohayon, fondatrice della Maison des journalistes introducendo la serata in un discorso pieno di entusiasmo e di passione – noi li abbiamo accolti, dando loro un rifugio”. E delle opportunità: oltre ad un tetto, un corso di lingua francese, un percorso per l’inserimento, e la possibilità di continuare a esercitare il loro mestiere, prima all’interno della Maison grazie alla testata L’oiel de l’exilè, e poi chissà.

La Maison ospita per 6 mesi 14 giornalisti ogni anno, in 10 anni quasi 250. Ospitati, accolti, orientati; 51 nazionalità, la provenienza varia, anche a seconda del momento storico: 43% Asia, 35% Africa subsahariana, 9% Magreb. Alcuni, una volta terminato il percorso, sono stati inseriti nel tessuto sociale francese, altri continuano il loro mestiere a Parigi, tanti hanno voglia di ritornare nel loro paese, ma spesso è impossibile.

La serata è stata condotta da Soro Solo, amico della Maison, giornalista culturale ivoriano dal 2002 in Francia, animata da simpatici comici e resa vibrante da testimonianze a volte toccanti.

Forse il contributo più interessante quello della giornalista Edith Bouvier, ferita in Siria, a Homs, che ha raccontato la sua esperienza. Qualcuno del pubblico, ai tavoli, dopo il racconto della reporter, si è chiesto come era possibile tutto quel coraggio: “È il nostro mestiere, bellezza!” ha riposto qualcuno. 
Un mestiere bellissimo, che nella serata dei 10 anni della Maison des Journalistes si è espresso al massimo livello.

 

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