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Zara Mourtazalieva

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Zara Mourtazalieva
Zara Mourtazalieva

Zara Mourtazalieva sarà a Voci scomode, venerdì 28 novembre (ore 10 – Aula Magna del Campus Luigi Einaudi) con il giornalista azero Agil Khalilov.

Otto anni mezzo di carcere: quasi un terzo della sua vita Zara Mourtazalieva l’ha passato in prigione, a scontare una pena che le è stata ingiustamente inflitta.
Nata e cresciuta in Cecenia, nel 2003 si trasferisce a Mosca per studiare e cercare un lavoro.
Una vita senza colpi di scena fino al 4 marzo 2004, quando all’uscita dal lavoro viene fermata per quella che credeva una semplice identificazione. Viene invece condotta in commissariato per la perquisizione e nella sua borsa gli agenti rinvengono 196 grammi di esplosivo. Una trappola ordita per incastrarla. Lei nega il suo coinvolgimento e si dichiara innocente. Ma essere cecena è un punto a suo sfavore in un momento storico in cui il governo Putin ha deciso di inasprire la lotta al terrorismo dopo l’attentato alla metropolitana di Mosca attribuito ai separatisti ceceni.
Da quel momento comincia il suo incubo: interrogatori, carcerazione preventiva, fino all’accusa per il reato di terrorismo. Per il tribunale si tratta di un’estremista “caucasica” impegnata a preparare un attentato. È condannata a otto anni e mezzo di reclusione nella colonia penale femminile IK-13 di Mordovia: un luogo disumano, dove le detenute sono costrette al lavoro forzato e a subire umiliazioni, percosse, abusi.
Dopo il suo rilascio nel 2012 e la fuga in Francia dove le è riconosciuto lo status di rifugiata politica, decide di raccontare gli anni di detenzione nel libro “Otto anni e mezzo”, in cui denuncia la corruzione del sistema giuridico russo e testimonia le violazioni dei diritti umani nel sistema carcerario sotto il governo Putin.

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