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Fieg, crisi senza fine?

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La Fieg (Federazione italiana editori giornali) ha presentato il suo rapporto annuale sull’andamento economico del settore. E ha presentato numeri a dir poco preoccupanti: negli ultimi sette anni, infatti, le vendite medie giornaliere dei quotidiani sono diminuite di oltre 1,6 milioni di copie. Il rapporto rileva che il declino dei quotidiani ha subìto una forte accelerazione a partire dal 2007; la diffusione dei giornali è andata restringendosi con cali evidentissimi nel 2011 (-6,8%) e nel 2012 (-8,1%) mentre nell’anno scorso il declino si è rallentato, attestandosi comunque a una cifra notevole (-5,2%).

La crisi economica e i problemi strutturali dell’editoria hanno prodotto, peraltro, gravi conseguenze anche sul fronte dell’occupazione giornalistica: tra il 2009 e il 2013, infatti, il numero dei giornalisti che hanno perso il lavoro ammonta a 1.662 unità e «l’aspetto preoccupante – scrive la Fieg nel rapporto – è che questo esodo ha colpito con particolare forza quanti dovrebbero garantire il ricambio generazionale all’interno delle imprese», cioè i giovani.

Nel 2013 il calo più vistoso è stato denunciato dai giornalisti occupati nei periodici (-7,7%), seguìti da quelli occupati nei quotidiani (-5,6%) e nelle agenzie di stampa (-3,9%). Nella media, il ridimensionamento della forza lavoro è stato del 6,1%, pari a 602 unità lavorative. Per quanto riguarda i quotidiani, il numero dei giornalisti praticanti, che risultavano essere erano 173 nel 2009, si è più che dimezzato nel 2013, riducendosi a 75. Inutile sottolineare che la crisi dei periodici del gruppo Rcs, evidenziata proprio in questi giorni da un’inchiesta di Report curata da Giovanna Boursier, ha contribuito all’aggravarsi dei dati riguardanti proprio il settore dei periodici.

Né i bilanci, volendo accantonare il versante della forza lavoro, offrono spunti positivi: sia nel 2011 (-1,4%) sia nel 2012 (-4%), i costi operativi delle aziende editoriali sono scesi, ma il margine operativo lordo denuncia un passivo di 33 milioni di euro, a fronte dei risultati positivi del 2010 (+160,5 milioni) e del 2011 (+138,8 milioni). Il rapporto tra margine operativo lordo e fatturato è diventato negativo nel 2012 (-1,3%) e, purtroppo, le stime relative al 2013 indicano una contrazione ancora più evidente (-4,8%). «Sono dati oggettivamente preoccupanti – ha sottolineato la Fieg -poiché mettono in evidenza un’impossibilità della gestione industriale di produrre risorse adeguate alla copertura dei costi di esercizio. Né la gestione finanziaria è stata in grado di riequilibrare le perdite dell’attività tipica, come avvenuto in passato. Lo conferma il risultato complessivo dei bilanci aggregati che, tenuto conto di tutte le componenti attive e passive di reddito, evidenzia nel 2012 una perdita di 44,8 milioni di euro». Ciò ha spinto la Fieg a presagire che la ripresa economica avrà impatti minimi o nulli sul settore editoriale, perché i suoi problemi sono strutturali e non solo dovuti alla congiuntura economica. 

[FF]

 

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