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El Pais lancia “Planeta Futuro”

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Da metà gennaio il quotidiano spagnolo El Pais, il più diffuso in Spagna, nella versione on-line si è arricchito di una sezione, Planeta Futuro, dedicata all’approfondimento di temi legati allo sviluppo sostenibile. Uno degli 8 Obiettivi del Millennio che i Paesi delle Nazioni Unite si sono dati nel 2000, quando hanno stretto un patto globale tra Paesi ricchi e Paesi poveri, e che si sono impegnati a raggiungere entro il 2015.
In questa logica si inserisce il nuovo progetto de El Pais, con l’idea di stimolare il dibattito attorno a questioni di cruciale importanza per il pianeta, in relazione allo sviluppo umano, alla giustizia sociale e alla sostenibilità ambientale.

Il progetto si colloca in un momento storico in cui la crisi economica e finanziaria a livello mondiale minaccia il perseguimento degli obiettivi del millennio e ci pone di fronte a nuove sfide globali in settori come quello dell’energia, dell’alimentazione, del clima, dell’occupazione.
Dunque è quanto mai irrimandabile rafforzare la copertura informativa sulle tematiche ambientali e sugli effetti della globalizzazione. Sulle pagine della nuova sezione de El Pais ci sarà spazio per questo.

Planeta Futuro nasce con un’ambizione globale e si nutre dei contributi di giornalisti ed esperti che rendono il team davvero internazionale. Una molteplicità di voci e di sguardi per uno spazio che intende unire al giornalismo di qualità l’analisi di questioni macro nella sfera economica, della salute, dell’istruzione, dei diritti umani, delle politiche di genere.
Molte sono le firme prestigiose, come quella di Josep Stiglitz, Michael Spence, Joschka Fischer, Kemal Dervis e Leila Guerriero, per citarne alcune.

planeta futuro

Il progetto è partito grazie al finanziamento parziale da parte della Fondazione Bill e Melinda
Gates
, ma si avvale anche dell’apporto di altre istituzioni private e pubbliche.
Il quotidiano assicura che da parte della Fondazione non ci sarà nessuna influenza, né in maniera diretta, né indiretta, nella decisione dell’agenda informativa, né sarà attuata alcuna supervisione previa o a posteriori sui contenuti. Si tratta piuttosto di rincorrere insieme l’obiettivo comune di promuovere la conoscenza e il dibattito su temi che dovrebbero stare a cuore a tutti.
C’è chi storce il naso e insinua che l’operazione da un lato comprometta l’autonomia del giornale e dall’altro risponda a una strategia di marketing che consentirebbe al fondatore di Microsoft di promuovere la propria immagine.
La Fondazione Bill e Melinda Gates ha già stipulato accordi di questo tipo con altri media internazionali, come il quotidiano britannico The Guardian o l’emittente radiotelevisiva statunitense NBC. Ma, assicura, sempre nel rispetto di severi criteri di indipendenza editoriale.
Del resto, il principio stesso della responsabilità sociale d’impresa richiede alle aziende di integrare preoccupazioni di natura etica all’interno della propria visione strategica e di adottare un comportamento socialmente responsabile. Dunque nulla di strano nell’attenzione del multimilionario per l’informazione sui temi ambientali e sociali.
La Fondazione collabora con partner in tutto il mondo per rimuovere “gli ostacoli principali che impediscono a molte persone di godere di una vita piena”, siano essi di carattere economico, sanitario o educativo.

Al di là delle polemiche, quello che più conta è che all’interno di un quotidiano di larga diffusione ci sia uno spazio, curato e dedicato, dove si possa parlare di lotta alla povertà, di soluzioni per contrastare la mortalità infantile e materna o l’incidenza di gravi malattie, come la malaria o l’aids.
Il compito affidato a giornalisti e collaboratori di Planeta Futuro è dunque quello di informare, di diffondere consapevolezza e di contribuire così a costruire un mondo più sicuro, più prospero e più equo per tutti.

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