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Da Wikileaks alle fonti repubblicane: il dibattito

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Abbiamo seguito il dibattito, nel corso del Premio Ilaria Alpi, dedicato a Wikileaks e alle fonti per le inchieste giornalistiche.

La libertà di informazione torna al centro del dibattito quando si parla di  accesso a fonti protette e di condivisione e pubblicazione di documenti senza autorizzazione ufficiale.

“Per analizzare la documentazione sul caso Alpi nell’archivio della Camera” lamenta Andrea Palladino, giornalista d’inchiesta, “ho atteso anche un mese prima di avere una risposta. E si tratta di decine di migliaia di pagine su carta. Per fare il nostro lavoro, oggi fotografiamo la documentazione, la condividiamo in un archivio comune, ma con i documenti della Camera questo non si può fare perché non si possono condividere integralmente, è vietato metterli in rete. Siamo molto lontani da Wikileaks”.

La direzione in cui il giornalismo si sta muovendo è quella della condivisione con il pubblico di ricerche, archivi e conoscenze acquisite. Il progetto Wikileaks, appunto, è riuscito finora a raccogliere oltre 1,2 milioni di documenti provenienti da gruppi dissidenti e fonti anonime.

“Il nostro principale interesse è smascherare le azioni di regimi oppressivi in Asia, nell’ex blocco sovietico, nel Medio Oriente e nell’Africa Sub-sahariana, ma collaboriamo anche con le persone che desiderano svelare comportamenti non etici dei loro governi e delle loro aziende”, si legge sulla versione italiana del sito di Wikileaks.

Eppure, in Italia, le limitazioni a una stampa libera sono ancora consistenti. “Sarebbe interessante sapere perché i documenti della Commissione stragi del Senato non sono accessibili al pubblico”, si domanda Ilaria Moroni, direttore del Centro di Documentazione Onlus Archivio Flamigni. E continua: “Il Ministero Beni Culturali ha un portale, ‘Per non dimenticare’, dove si possono cercare documenti su archivi privati e archivi di Stato. Ma mancano gli investimenti sugli enti che dovrebbero rendere trasparenti gli archivi. La mancanza di personale e sedi fa sì che non si svolga una seria attività di archiviazione. Il 98% del budget dedicato agli archivi va nell’affitto delle sedi, come si fa a fare tutto il resto con il 2%?”

Una maggiore trasparenza delle azioni di governo e la pubblicazione di documenti oggi protetti da segreto si tradurrebbe in un rafforzamento della democrazia e una riduzione della corruzione.

“La ricerca, l’inchiesta e la verifica non devono essere solo per le élite, rivendica Benedetta Tobagi, scrittrice, figlia di Walter Tobagi, giornalista assassinato nel 1980 in un attentato del gruppo terroristico Brigata XXVIII marzo. “Allargare la platea di informati significa dare la possibilità a molti cittadini di controllare l’informazione. Dobbiamo entrare in una normalità di cultura degli archivi che in Italia ancora manca. Il sito della Cia ha dati interessanti sull’analisi della situazione politica italiana fino a 30 anni fa, da noi questo ancora manca.” Racconta che per scrivere il libro dedicato alla memoria di suo padre, “Come mi batte forte il tuo cuore”, ha speso molto tempo in tribunale per raccogliere materiale, ma l’accesso le era consentito solo una volta alla settimana. Il suo secondo libro, “Una stella incoronata di buio”, dedicato alla strage di Piazza della Loggia, non avrebbe visto la luce senza il ricorso agli archivi digitali.

La verità, però, non piace a tutti. Guido Romeo, giornalista di Wired, ha raccontato che per l’inchiesta “Dove ti curi”, che ha preso in esame i migliori e i peggiori ospedali d’Italia, il Ministero della sanità non ha voluto rendere pubblici i dati e o giornalisti sono stati costretti a rubarli, entrando in un file.

Inchieste simili sono state condotte sulla presenza di slot machine sul territorio e sul rischio sismico delle scuole italiane. La ricerca del vero come motore per chi fa informazione e il diritto dell’opinione pubblica a essere informata non devono incontrare ostacoli: l’impegno, dunque, deve essere quello di impedire che i governi possano occultare la verità ai loro cittadini.

 

 

 

 

 

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