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A spasso per il Festival…

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Usando un po’ di ironia, si potrebbe dire che ogni giornalista appartiene a una “razza”. Ci sono i cronisti di nera, le giornaliste rosa, i giornalisti “sociali” (immigrazione, sanità, problemi appunto sociali, una categoria a cui spesso e volentieri, anche se in maniera abbastanza camaleontica, mi piace appartenere), i giornalisti ambientali, i giovani giornalisti che se la tirano un po’, ma sono entusiasti e pieni di voglia di fare. Insomma, un popolo con tanti tipi umani.

Qui a Perugia, il giornalista in generale lo si riconosce dal badge appeso al collo con su scritto “press” (che sfoggia con orgoglio: è garanzia di autenticità), ma anche da alcuni stereotipi dell’abbigliamento e dell’attrezzatura. Camere a tracolla unisex, giacche color militare unisex, gilettini multitasking per lui, jeans e giubbotino di pelle da reporter in prima linea per lei. E poi l’andatura, sempre affannata, come se anche nella pausa pranzo, uno scoop potesse sempre essere possibile. Girando per Perugia ci si riconosce come un esercito di privilegiati sbruffoni, con un po’ di spocchia, ma pieni di voglia di vivere. Il Festival internazionale di Perugia è anche questo: riconoscersi. E poi incontrare amici di vecchia data, giornalisti “ritrovati” da ere geologiche prima (ciao Jean Claude!) e in chissà quali parti del mondo, giornalisti celebri (mi sono passati accanto tra gli altri Lucia Goracci, Andrea Scanzi, Marco Travaglio, e ho avuto il privilegio di conoscere, assieme ad un’allegra compagnia di giornalisti ambientali con cui ho trascorso una serata, il grande Luca Mercalli).

La via principale pullula, l’hotel Brufani scoppia, e ci sente parte privilegiata di un insieme. Ritrovare la propria professione, sentirsi, in positivo, parte di una “casta”: per il giornalista, forse e soprattutto se freelance, ritrovarsi per cinque giorni assieme ai propri colleghi per dibattere della professione, declinarla nei più diversi e articolati aspetti possibili, è davvero un privilegio irrinunciabile. Il Festival è di grande qualità, ma qui non dico niente di nuovo: parliamone, sosteniamolo, partecipiamo. W Perugia!

 

 

 

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