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2 giugno: la Costituzione vive?

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costituzioneSe pensiamo all’art. 21* sulla Libertà di stampa nel nostro Paese e al suo profondo significato in una costituzione post fascista e repubblicana, quale sentimento emerge in occasione del giorno dell’anniversario?

Nel sentire comune abbiamo decisamente accantonato l’urgenza di quel principio, ritenendoci assolutamente al sicuro da censure autoritarie e persecuzioni; eppure… non abbiamo in generale un grande afflato col mondo della notizia.

Le possibilità per essere informati oggi sono davvero tante… a volte risultano quasi invadenti, e non ci fidiamo neppure troppo. Progressivamente, ci siamo allontanati da telegiornali sempre più omologati e da prime pagine ripetitive, stanchi di pletore di opinioni, di fatti sempre più invisibili, di contraddizioni che si affastellano nell’indifferenza.

Il 2 giugno, giorno in cui riprendiamo in mano la nostra Costituzione e la festeggiamo, siamo anche chiamati a ricordarci che come sempre sono le persone e non solo le buone carte a fare la realtà; e che ad ogni diritto, risponde un dovere anche solo quello di concorrere al progresso della società (art.4): così, al diritto della libera stampa, sottende il dovere civico della verifica delle notizie, di dividere chiaramente cronaca e opinione, di cercare la verità anche se scomoda, di usare con attenzione le parole. Insomma, un giornalismo onesto a servizio della corretta informazione, non un giornalismo di servizio. Ciò per gli addetti ai lavori.

E per chi è fuori dal giro? Per chi è fruitore? Anche qui, c’è un diritto dovere: ad essere ben informati, certo, e, al contempo, a richiedere informazione di qualità, anche attraverso la scelta di mercato che può premiare chi ci stimola a pensare dandoci notizie precise, rispetto a chi ci preconfeziona ragionamenti, gioca con la nostra emotività e ci propina conclusioni.
Come tutti i diritti-doveri, anche questo presuppone buona volontà per salvaguardarlo.
C’è di che impegnarci!
Buon Anniversario

Art. 21 della Costituzione
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. (…)

Art. 4
(…) Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

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