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Youth Media Days a Napoli

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Oltre mille i partecipanti alla seconda edizione del Festival del Giornalismo Giovane che si è concluso domenica 22 settembre a Napoli, laboratorio urbano e mediatico, dove protagonisti emergenti dei media provenienti da tutta Italia si sono dati appuntamento per confrontarsi sul loro ruolo, tra bisogno di innovazione e precarietà del presente.
Un’occasione per rilanciare il giornalismo di qualità e l‘indole propulsiva delle nuove generazioni come strumenti per creare nuova e migliore occupazione nel settore dei media e della comunicazione in Italia.

Se ne è ragionato negli spazi del Palazzo delle Arti, suggerendo idee e soluzioni ai problemi che sono costretti ad affrontare gli oltre 20 mila giovani giornalisti e comunicatori italiani.
A cominciare dalle indicazioni e consigli pratici per migliorare la formazione giornalistica a livello europeo o realizzare un periodo di lavoro o apprendistato di qualità in Europa, percorsi spesso poco conosciuti offerti dall’Ue e dai media degli altri Paesi.
Si è discusso poi delle professioni e delle abilità più richieste per poter lavorare o fare impresa nei nuovi media, dal giornalismo 2.0 alla comunicazione istituzionale, e delle nuove modalità di inchiesta giornalistica, con riferimento ad alcune fra le più interessanti esperienze di crossmedialità e imprenditoria giovanile.
È stata poi la volta dei panel “Donne e Giornalismo”, in cui sono state presentate storie di impegno e iniziative di successo portate avanti da giovani donne in Italia e in Europa, e “Giornalismo sociale e giornalisti di seconda generazione”, dedicato al valore aggiunto in termini di apertura verso il mondo e verso nuovi modi di fare giornalismo che essi possono apportare al racconto dell’Italia di oggi.

A corredo del programma molti workshop tematici dedicati, tra gli altri, al giornalismo radiofonico, alle infografiche, allo “scrivere e parlare civile”, alla comunicazione sociale e istituzionale.
Tra i relatori giornalisti italiani ed europei, start-upper, rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali e vertici delle organizzazioni di categoria giornalistica.
Media partner dell’evento il quotidiano La Stampa, insieme a una rete di radio universitarie, testate scolastiche e digitali e nuovi media diffusi sull’intero territorio.

Un aspetto da sottolineare è che si è trattato di un evento a impatto zero: bassissimo, ad esempio, l’impatto sull’ambiente dei viaggi dei relatori o della stampa dei materiali.
Il festival, inoltre, si è aperto con un’azione di guerrilla gardening nel centro di Napoli, a Montesanto, in collaborazione con Quartiere Intelligente: i giovani giornalisti hanno regalano un orto urbano alla città presso la Scalinata monumentale.
Un segno della volontà di aver cura della propria città, che lo si faccia piantando un albero o raccontandola con onestà e nel rispetto della libera informazione.

Elisabetta Gatto

 

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