“Voci scomode” è l’appuntamento annuale dedicato alla libertà di stampa nel mondo e alle testimonianze dei giornalisti costretti all’esilio. Giunto alla sua terza edizione, si ispira al progetto di sensibilizzazione alla libertà di opinione e di espressione Presse 19, laddove il numero rimanda all’articolo della Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948, che sancisce tali diritti.

E’ organizzato dal Caffè dei giornalisti in collaborazione con il Dipartimento di Culture, Politiche e Società dell’Università di Torino e la Maison des Journalistes di Parigi, associazione che offre rifugio a giornalisti esiliati o fuggiti dal loro Paese d’origine per aver perseguito la libertà di espressione. Dalla sua apertura, l’associazione ha accolto circa 300 giornalisti provenienti da 57 Paesi del mondo.

Vi aspettiamo su vociscomode.caffedeigiornalisti.it

GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI DAL SITO:


VOCI SCOMODE Storie di chi sfida il potere

  • Il Cameo (2) – Ramadan Yesergepov
    by Laura Silvia Battaglia on 18 maggio 2017 at 18:57

    Sono ancora in corso le indagini sull’accoltellamento, senza conseguenze mortali, di Ramadan Yesergepov, giornalista e difensore della libertà di stampa kazako, pugnalato all’addome durante un viaggio notturno in treno verso la capitale Astana. Yesergepov aveva appena iniziato un viaggio di circa 1.200 chilometri da Almaty a Astana per discutere sulle minacce alla libertà di stampa […]

  • Retate contro il giornalismo libero
    by Marta Ottaviani on 15 maggio 2017 at 10:22

    In Turchia non si salvano più nemmeno i giornalisti stranieri. La settimana scorsa è stata arrestata la reporter tedesca, Mesale Tolu, di 33 anni e di origine turca, ma cresciuta nel Baden Wuerttemberg. Le forze speciali hanno fatto irruzione nel suo appartamento. Si trovava lì con il figlio di appena due anni e mezzo. Pochi […]

  • Il Cameo (1) – Yahia al Joubaihy
    by Laura Silvia Battaglia on 7 maggio 2017 at 10:35

    Per lui si sono mobilitati in migliaia ma non è ancora abbastanza. Yahia al Joubaihy rischia di essere giustiziato tra pochi mesi. La sua colpa è essere un giornalista indipendente nel Nord dello Yemen, occupato dall’ottobre 2014 dai ribelli Houti, una milizia sciita che si ispira al modello Hezbollah e che, di fatto, ha gettato […]

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