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Messico: un nuovo assalto al giornalismo indipendente

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Carlos Dominguez è la prima vittima di quest’anno tra i professionisti dell’informazione: giornalista specializzato in informazione politica, è stato assassinato con 21 pugnalate mentre era al volante della sua auto, lo scorso 13 gennaio nel centro di Nuevo Laredo, in Messico, molto vicino al confine con gli Stati Uniti. Giornalista indipendente, aveva lavorato fino a pochi mesi fa per El Diario de Nuevo Laredo. Poi si era dedicato alla cronaca politica, diffondendo i suoi articoli attraverso i social network.
Proprio in un suo post aveva accusato Verónica Benavides, sindaco di San Nicolás, uno dei comuni più poveri dello Stato di Tamaulipas, di aver sferrato un attacco ai giornalisti locali, perché ritenuti responsabili di aver raccontato gli errori commessi dalla sua amministrazione.
Il governatore dello stato di Tamaulipas, Franciso García Cabeza de Vaca, ha annunciato un’indagine per determinare se l’omicidio di Carlos Domínguez Rodríguez sia legato al suo lavoro giornalistico. La Commissione Nazionale per i Diritti Umani (CNDH) ha condannato l’omicidio e ha chiesto alle autorità di concentrare le ricerche scegliendo come pista principale un legame con il suo lavoro. L’agenzia ha chiesto inoltre al governo misure precauzionali per proteggere i familiari di Dominguez e ha espresso la sua solidarietà con tutti i giornalisti che lavorano «a favore della libertà di espressione e della democrazia nel paese», specialmente con quelli che lo fanno nello stato di Tamaulipas, considerato uno dei più violenti del paese e quello in cui, dopo lo Stato di Veracruz, nel Messico orientale, sono stati uccisi più operatori dell’informazione, con 15 casi negli ultimi 17 anni.
Secondo le stime della Commissione, con l’omicidio di Domínguez sono 131 i giornalisti assassinati in Messico dal 2000, 12 solo lo scorso anno, cosa che lo rende uno dei Paesi più pericolosi al mondo per i reporter. Le associazioni per la difesa della libertà di stampa denunciano che il 90% di questi crimini rimane impunito.

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