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Il colosso Twitter porta gli 007 di Obama in tribunale

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Per la prima volta, un’azienda della Silicon Valley fa causa al governo Usa. Si tratta di Twitter, lanciata nel 2006 e diventata un colosso dal fatturato annuo superiore al miliardo di dollari, che ha depositato presso una corte federale della California una denuncia nella quale si accusa l’esecutivo federale di violare il primo emendamento della Costituzione americana, che tutela le libertà di parola e di espressione.

La causa dell’azione legale dell’azienda di San Francisco, creata dal 38enne informatico Jack Dorsey e guidata dal Ceo Evan Williams, va ricercata nelle restrizioni applicate da provvedimenti governativi su quanto a Twitter è permesso rivelare in merito alle richieste provenienti dai servizi segreti della Nsa o dagli agenti dell’Fbi. In sostanza, a Twitter non è permesso informare i suoi utenti del fatto che il governo sta spiando la loro attività e raccogliendo dati sensibili, perché ciò comprometterebbe l’attività di spionaggio.

La polemica di Twitter è particolarmente aspra nei confronti del Dipartimento giustizia americano, che con le sue regole impedisce a Twitter (così come a tutti i siti di social networking) di offrire ai suoi utenti informazioni complete sulla sorveglianza esercitata da organi del governo sulle attività di chi usa il microblogging. La società californiana non si è accontentata dei protocolli di intesa già in essere con in governo, che permettono di offrire informazioni generiche sulle attività di “spionaggio” statale sui cinguettii: “Crediamo di avere il diritto in base al primo emendamento – ha affermato Ben Lee, vicepresidente della società – di rispondere pienamente alle preoccupazioni dei nostri utenti, informandoli anche sullo scopo dei programmi di sorveglianza del governo; dovremmo essere liberi di farlo in maniera piena, invece siamo costretti a dare una informazione incompleta e inesatta”.

Indubbiamente, l’esplosione del caso Datagate ha reso palese quanto sia capillare e autoritaria l’azione di controllo del governo Usa sui privati e sul loro diritto alla riservatezza; lo scandalo Snowden ha creato movimenti di protesta guidati proprio da grandi realtà del web come Verizon, o AT&T. Nessun altro gigante delle comunicazioni aveva mai sfidato in tribunale il governo federale, tuttavia ci sono aziende che stanno già correndo ai ripari per tutelare la privacy dei loro clienti dalle intrusioni delle spie: Apple, per esempio, ha lanciato il sistema operativo iOs 8 che, così dichiara la casa di Cupertino, rende impossibile sbloccare i codici criptati degli iPhone 6. Una mossa simile è allo studio degli sviluppatori del sistema concorrente, Android, di proprietà di Google. Ciò che nessuno aveva mai osato fare era sfidare l’amministrazione di Barack Obama in una corte federale.

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