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L’indice RSF 2019: un mezzo sorriso per il giornalismo in Tunisia

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Il direttore della sede Afrique du Nord di Reporter senza Frontiere, Souhaib Khayati, la mette così: «La progressione della Tunisia, nella classifica mondiale della libertà di stampa, rispetto all’anno scorso è dovuta soprattutto al deteriorarsi della situazione nella nostra area e, più in generale, nel mondo. Certo, c’è un avanzamento di 25 posti, ma la Tunisia non ha ancora raggiunto lo status dei Paesi in cui la libertà di stampa è davvero in buona salute».

In effetti l’ultimo indice, elaborato ogni anno da RSF, evidenzia che la Tunisia è risalita di 25 posti, al 97esimo al 72esimo. Per farsi un’idea, la Francia è al 32esimo, l’Italia al 43esimo, nella cosiddetta banda gialla; dal 44esimo iniziano i paesi con la banda in arancione, tra cui Romania al 47esimo, Stati Uniti al 48esimo, 82esima l’Albania. Al posto 110 inizia la banda rossa, Qatar al 128esimo, Marocco al 135esimo, Russia 149esimo, Turchia 157esimo. Dal 162 la banda nera, con Libia, Egitto e tra gli altri Arabia Saudita, Cina e Siria. Al primo posto nel pianeta, per il terzo anno consecutivo, la Norvegia.
La Tunisia, quindi, rientra nella banda ancora arancione, in 72esima posizione la Tunisia.

C’è quindi di che rallegrarsi ma, in Tunisia, in questo settore le difficoltà non sembrano ancora del tutto risolte. «C’è un netto miglioramento rispetto ad altri Paesi – continua Khayati – ma i giornalisti, da noi, fanno fronte a difficoltà, soprattutto di ordine legislativo». In una regione dove il giornalismo è messo a dura prova dai dirigenti governativi che controllano la stampa e attaccano i cronisti che indagano sui temi sensibili (corruzione, sollevazioni popolari) la Tunisia, comunque, fa eccezione: lo sottolinea Tunis Hebdo del 22 aprile 2019, con un approfondimento in cui si evidenzia che è l’unico paese dell’Africa del Nord a proseguire la sua transizione democratica dopo i sollevamenti delle primavere arabe. Lo stesso board di Reporter Sans Frontieres attribuisce questa avanzata principalmente alla diminuzione importante delle minacce contro i giornalisti e i media nel Paese. L’impegno della Tunisia in favore della democratizzazione si è anche concretizzato con l’adesione all’iniziativa Information et Démocratie lanciata da RFS nel novembre 2018 durante il Forum di Parigi sulla pace.Questo Paese è, inoltre, il solo del Maghreb e del mondo arabo a organizzare una conferenza stampa sulla classifica mondiale di RSF; questo nonostante l’edizione del 2019 del rapporto RSF abbia segnalato un aumento dell’odio e delle manifestazioni di insofferenza nei confronti del lavoro giornalistico; nel progetto parallelo MOM (media ownership monitor, in sostanza uno studio su chi possiede i media in una determinata nazione) si evidenzia, peraltro, come l’accentramento della proprietà dei mezzi di comunicazione sia un problema, con la gran parte del mezzi di comunicazione di massa che gravitano nell’area governativa.  

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