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Tim Cook (Apple): ragazzi, spegnete lo smartphone. E informatevi correttamente

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Parole interessanti, quelle del Ceo di Apple Tim Cook alla festa per i vent’anni dell’Osservatorio permanente giovani-editori, una organizzazione che da sempre lotta per inserire la lettura dei giornali e lo sviluppo di una coscienza civile tra i ragazzi delle scuole, cercando di far “passare” il concetto dell’importanza di informarsi e di restare al passo con gli strumenti che ci rendono cittadini più consapevoli.

«Ragazzi, smettetela di passare le vostre giornate sui social network. Non vi renderanno persone migliori. Se tenete gli occhi sul vostro smartphone più di quanto guardiate qualcuno negli occhi, state sbagliando. Noi costruiamo strumenti per permettere alle persone di realizzare i loro sogni, e perché crediamo che con questi strumenti possa diventare un nuovo Mozart un amante della musica, o un nuovo Picasso un amante della pittura. Ma non vogliamo che la gente passi il proprio tempo davanti al telefono: e se lo abbiamo fatto, ci siamo sbagliati».

Cook ha anche annunciato che Apple e l’Osservatorio hanno stretto una partnership per l’educazione ai media: un progetto che mira a frenare i danni provocati dalla fake news (notizie false) che sarà sperimentato in Italia così come in altri Paesi europei e negli Stati Uniti, con l’idea di renderlo internazionale e adottato da più Stati possibili. Il responsabile di Apple ha spiegato che «Internet ha portato molte cose positiva, ma le fake news sono una delle negatività principali: tutti noi, che amiamo la democrazia e la libertà, dobbiamo pensare che la base del nostro essere liberi è proprio separare il vero dal falso. La gente fatica a distinguere la verità dalla bugia, ma insegnarlo è importante come studiare la storia o la matematica. Per questo abbiamo pensato che aiutare gli studenti a separarle fosse importante, e che l’Osservatorio svolgesse bene questo ruolo».

Altri passaggi interessanti di Cook hanno riguardato l’informazione: «Il giornalismo deve avere un futuro, perché il buon giornalismo è alla base della democrazia. Ci serve una stampa libera, perché è l’occhio critico sul potere. Dobbiamo fare in modo che la classe politica al potere si renda conto di quello che fa». «La tecnologia – ha aggiunto il Ceo di Apple – non è né buona né cattiva. Dipende molto da chi ha creato la tecnologia e dall’uso che se ne fa. Essendo uno strumento, può moltiplicare il bene o il male: noi dobbiamo assicurarci che venga usata per amplificare il bene e minimizzare il male». Infine, una considerazione su quanto gli strumenti tecnologici – compresi quelli venduti da Apple – possano influire sulla nostra vita quotidiana:«Credo che cambieremo le nostre abitudini, se pensiamo di essere sempre sorvegliati. Magari non vorremo che qualcuno sappia cosa stiamo facendo o pensando, anche se non è nulla di sbagliato o da nascondere, ma semplicemente ci imbarazza un po’ o semplicemente vogliamo tenerlo per noi: ma così facendo, a poco a poco, la nostra libertà viene ridotta. Come se fossimo messi in prigione: pensiamo di meno, facciamo di meno, studiamo di meno, scopriamo meno cose».

Qui sotto, l’intervento integrale di Tim Cook per i vent’anni dell’Osservatorio.

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