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Testimoni della tragedia

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EVIDENCE personale di Fabio Bucciarelli 
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino
19 Settembre – 6 Ottobre 2013

evidenceL’ampia sala convegni non è bastata a contenere la folla di persone che ieri sera si è recata alla Fondazione Sandretto Re Rebaudendo per incontrare Domenico Quirico che con il direttore de La Stampa Mario Calabresi ha presentato la personale Evidence del fotoreporter Fabio Bucciarelli, in mostra fino al 6 ottobre. Con loro anche Padre Vitangelo Denora S.J., Rettore Istituto Sociale, di cui Bucciarelli è stato allievo.

“Foto con grandissima forza, con grande capacità di cogliere quella rivoluzione che aveva colpito anche Quirico” ha esordito Calabresi. Quirico e Bucciarelli hanno condiviso più fronti, la Siria e il Mali, in cui il fotografo scattò quella foto all’inviato de La Stampa diventata simbolo della solidarietà cittadina durante il suo sequestro.

In cinque viaggi in Siria ho visto pochi giornalisti e molti fotografi – commenta Quirico – La categoria a cui appartengo ha raccontato la storia più tragica degli ultimi anni da lontano. Questione di coraggio”. In una foto di Bucciarelli Quirico ha trovato la storia della Siria: l’immagine di una donna anziana che cammina china per le strade distrutte di Aleppo. Sono i fotogiornalisti come Fabio Bucciarelli, classe 1980, che hanno saputo farsi testimoni – non a caso la mostra si intitola Evidence – di quella tragedia quotidiana, aggiunge l’inviato. Un dramma del nostro tempo che le foto esposte alla Sandretto Re Rebaudengo riescono a narrare con intensità ed empatia. Non il fronte, ma le strade delle città ormai in macerie, le donne che rischiano la vita per comprare il pane, il dolore delle mamme che nell’ospedale di Aleppo piangono i propri figli, gli anziani, i feriti, i profughi, i combattenti. Squarci di una rivoluzione tradita. “In tante parole non sono riuscito a trasmettere come queste foto la tragedia siriana”. È questo il conflitto siriano, spiega Bucciarelli, un massacro, una quotidianità distrutta che la gente deve tornare a vivere. “Diffidate di chi dice di non avere paura. Avere paura ti aiuta a reagire in condizioni pericolose”. Ma anche a capire il senso di quello che devi fare e fotografare.
Iran, Birmania, Libia e Siria. 70 fotografie suddivise in quattro reportages, i quattro conflitti che hanno attanagliato il mondo durante gli ultimi anni.
Le ultime parole di Quirico sono quelle che ci si porta a casa, che restano nella mente mentre riguardi gli scatti di Bucciarelli: “Nessuno meglio del bandito che mi ha tenuto prigioniero ha saputo con poche parole raccontare la verità di quel paese. ‘I veri prigionieri siamo noi’ diceva ‘Tu te ne vai, noi restiamo qui’. E se la mia etica mi porta ad occuparmi anche degli altri, devo raccontare anche l’umanità di quella gente apparentemente senza umanità“.

 

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