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Termini Tv: una web tv per raccontare il mondo in transito

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termini tvL’idea è venuta a un gruppo di giornalisti qualche mese fa: dare notizia delle storie di chi alla più grande stazione d’Italia è di passaggio. O di quanti ne hanno fatto la propria dimora.
Dalla stazione di Roma Termini passano ogni giorno circa 500 mila persone: un’umanità varia che trasforma quello che di per sé sarebbe un “non luogo” in un contenitore pieno di vite da raccontare.
Nasce così Termini Tv: al centro l’idea del viaggio e dell’essere tutti migranti da un luogo a un altro. La stazione è infatti un punto di osservazione privilegiato, di incontro e di scambio, dunque perché non trasformarlo in un esperimento – unico – di narrazione multimediale sul tema del viaggio?
TerminiTV è un canale online al quale collaborano giornalisti,  operatori video, fotografi impegnati a descrivere la realtà dentro e attorno al principale scalo ferroviario italiano. Come? Attraverso brevi video, della durata di pochi minuti, sottotitolati in inglese per avere un respiro internazionale: ogni filmato raggiunge così le duemila visualizzazioni.
Sono già state raccolte 500 ore di girato in pochi mesi: sono i volti e le voci dei pendolari in arrivo o in partenza, dei senza dimora che abitano in stazione, degli innamorati impegnati in relazioni a distanza che si danno appuntamento lungo i binari, degli impiegati che lavorano nei pressi o dentro la stazione, dei turisti di passaggio. Persone che corrono, si attardano in un caffè, attendono sulle panchine con enormi valigie o con una ventiquattrore.

Per riprendere le storie come istantanee di viaggio, Francesco Conte, alias Fran Atopos Conte, il direttore di Termini Tv, e i suoi collaboratori hanno lanciato il “caffè sospeso”: riproponendo il senso di quella che era un’iniziativa solidale della tradizione napoletana, hanno deciso di lasciare un caffè offerto a chi ha voglia di condividere un pezzo della propria vita davanti alla telecamera.
Quello proposto dai ragazzi di Termini Tv – che nella stazione hanno scelto di allestire anche la loro sede, un ex dopo-lavoro ferroviario, sotto il binario 24 – è un giornalismo di strada, che parte dalle persone e vive sul campo.
Del resto è vero che ognuno di noi ha – o meglio è – una storia da raccontare.

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