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Tenerezza e guerra, fotogiornalismo dalla Siria

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Al centro Darline Cothière,  direttrice della Maison des Journalistes. A destra Rosita Ferrato, presidente del Caffè dei Giornalisti
Al centro Darline Cothière, direttrice della Maison des Journalistes. A destra Rosita Ferrato, presidente del Caffè dei Giornalisti

Grande successo di pubblico per l’inaugurazione della mostra “Alep Point Zéro” del fotoreporter siriano Muzaffar Salman, allestita nella sede della Maison des Journalistes a Parigi. Molti scatti, estremamente toccanti, di grande delicatezza nell’accostamento di spaccati di vita quotidiana e di tenerezza a scene di guerra e di violenza. Proprio a voler ribadire le contraddizioni e l’insensatezza del conflitto che ha distrutto e continua a devastare la Siria, un Paese che nel racconto di Muzaffar Salman “era una casa-giardino a cielo aperto”.
DSC_3317Le sue fotografie sono una testimonianza e una denuncia della tragedia della guerra, ma sono intrise di umanità. “Ben oltre il suo approccio giornalistico, cerca di cristallizzare la bellezza in quadri e istanti improbabili”, racconta Darline Cothière, direttrice della MDJ. “Un modo per lui di superare gli orrori della guerra, di cercare la speranza dentro la tristezza”.
Invitato a prendere la parola per presentare la sua mostra, Muzaffar Salman ha esordito così: “Non vi chiederò un minuto di silenzio per le vittime del conflitto in Siria, perché migliaia di Siriani sono morti proprio a causa del silenzio. Ogni giorno, ogni minuto, ogni secondo i Siriani hanno bisogno di parlare. Si può dire che io sia vivo per caso. Ma la libertà è ineluttabile e non può essere frutto del caso”.

 

Un momento dell'inaugurazione della mostra
Un momento dell’inaugurazione della mostra

Per le sue immagini della rivoluzione siriana è stato messo in prigione, poi costretto a fuggire prima in Libano, poi in Francia, dove nel 2014 ha ricevuto accoglienza alla MDJ, il “Punto Zero” – come l’ha definita Darline Cothière riprendendo il titolo della mostra – per professionisti dell’informazione che come lui hanno l’opportunità di ricostruirsi in Francia. “È uno spazio di espressione”, ha continuato la direttrice, “per quanti si trovano in esilio per aver mostrato, per aver detto, per aver informato”.
DSC_3307L’obiettivo della MDJ è duplice”, ha aggiunto il suo Presidente Christian Auboyneau. “Da un lato è quello di proteggere i giornalisti rifugiati, dall’altro è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica con iniziative dedicate alla privazione della libertà e di trasmettere questo patrimonio alle generazioni future”.
Il Punto Zero, dunque, per sollevare le coscienze e mobilitare i cittadini, aprendo loro gli occhi sull’imprescindibilità del diritto all’informazione, senza il quale nessuna democrazia è possibile.

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