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diffamazione

Immaginate un proprietario di un giornale che si presenta in tribunale per chiedere ai magistrati di non applicare contro di lui la legge che condanna i giornalisti (e gli editori) per diffamazione. Immaginate una corte che non solo gli dà ragione ma, in aggiunta, dichiara che la legge in questione è incostituzionale. Tutto ciò è successo. Solo che, a differenza …

Il 2 novembre si celebra la Giornata Mondiale per la fine delle impunità per i crimini contro i giornalisti, un’iniziativa dell’Onu che cade nell’anniversario dell’uccisione di due giornalisti francesi in Mali, Ghislaine Dupont e Claude Verlon. In Italia, per l’occasione, la onlus Ossigeno per l’informazione (che si occupa di tutelare i giornalisti minacciati nel nostro Paese) ha organizzato a Roma, Palazzo …

Una delle maniere più moderne per legare le mani e chiudere la bocca ai giornalisti è la richiesta di risarcimento dei danni per articoli ritenuti diffamatori. Una pratica comune anche in Italia, con lo strumento delle querele preventive e spesso temerarie (che il Caffè ha seguìto con attenzione da tempo, in attesa di una nuova legge di disciplina della materia …

Qualche mese fa vi abbiamo presentato il lavoro di Ossigeno per l’Informazione, una onlus votata alla difesa della libertà di stampa che “abita” negli spazi della sede romana dell’Odg. La capillarità delle sue statistiche è finalmente stata condensata in un dossier dal nome volutamente provocatorio: Taci o ti querelo (potete scaricarlo gratuitamente qui). Un titolo che ricorda il libro di Alessandro …

A fine giugno è stata approvata alla Camera dei deputati, ora è al vaglio del Senato. Si tratta della nuova legge sulla riforma dell’istituto della diffamazione, con riguardo alla diffamazione commessa da parte di chi si occupa di fare informazione. Il Caffè si sta occupando con particolare attenzione di questo provvedimento, che fa capo a una norma ancorata al testo originale della …

La legge c’è, anzi, ce ne sono due. Ma non venivano applicate. Fare il giornalista è un mestiere rischioso,  soprattutto (ma non solo) quando latita un editore a monte che copra i rischi delle conseguenze civili della diffamazione o le richieste dirette – sempre più spesso preferite alla causa penale – di risarcimento danni per servizi televisivi, articoli, post sui blog …

Un altro appello, questa volta da parte di eminenti personalità europee, richiama l’attenzione sulla vicenda della diffamazione a mezzo stampa in Italia. Una lenta riforma è incagliata in Senato, e non è sufficientemente incisiva per essere in accordo con le libertà fondamentali di pensiero e di critica. L’Italia resta in pesante ritardo su questo tema, rispetto ai partner europei.